Mutui e prestiti: L’economia della Lombardia

Scritto il alle 08:21 da [email protected]

INTRODUZIONE – Come anticipato, con questo primo articolo dedicato alla Lombardia, inizia oggi l’analisi e la divulgazione dei dati della pubblicazione “Economie regionali” del giugno 2012 edita da bankitalia nella quale abbiamo avuto modo di riscontrare alcune interessanti differenze tra le varie regioni italiane, certo non sostanziali, ma senza dubbio originali. Nella speranza che possano interessare ai più curiosi come hanno interessato noi, abbiamo deciso di inoltrarvele estremamente sintetizzate e sfoltite dei tecnicismi più superflui allo scopo di favorirne una più semplice divulgazione e comprensione.

fonte: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/ecore/2012/analisi_s_r/1206_lombardia

Buona lettura.


L’economia della LOMBARDIA


prestiti bancari (fig.1) – Nel grafico è interessante notare come tra il maggio 2009 ed ottobre 2011 (segmento AB), i volumi dei prestiti alle famiglie siano stati pressocchè stabili intorno ad una media del circa +3,6% per poi ora calare, nel marzo scorso ad un +1,8%, dato in apparente progressiva diminuzione. In parallelo, per lo stesso periodo considerato, si evince una evoluzione completamente diversa per quanto riguarda invece la dinamica dei prestiti bancari alle imprese il cui recupero iniziato nel gennaio 2010 si è definitivamente arrestato in ottobre 2011, da quando cioè appare in atto un nuovo crollo verticale tuttora in evoluzione. Nella prima parte del 2012 il totale dei finanziamenti bancari si sono ridotti con un -0,9% a marzo, una dinamica più accentuata di quella registrata nella media italiana.

 

prestiti bancari per settore (fig.2) – La tabella confronta i dati tra i vari settori di attività economica. Il dato più eclatante ci appare il –5,1% dei prestiti elargiti alle piccole imprese nel marzo 2012. Il credito alle famiglie consumatrici ha rallentato al 2,8% nel 2011, dal 3,8% dell’anno precedente. La decelerazione è proseguita nei primi mesi dell’anno (1,8 % a marzo).

 

tassi interesse (fig.3) – L’inasprimento dell’offerta si è tradotto in un incremento del costo dei finanziamenti. I tassi sui prestiti a breve termine nella regione sono saliti di 1,1% nel corso del 2011.

 

modalità (fig.4) – Nella seconda metà del 2011 è diminuita la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie a cui si è associato un irrigidimento dei criteri di erogazione. Nella seconda metà del 2011 sono aumentati soprattutto gli spread applicati alla media delle posizioni e non solo alla clientela più rischiosa.

 

flussi erogati (fig.5a ) – Il flusso di nuovi crediti a medio e a lungo termine erogati nel corso del 2011 per l’acquisto di immobili è stato pari a circa 11,8 miliardi di euro, in netta riduzione rispetto ai 12,7 miliardi del 2010 e registrando un calo che ormai prosegue da quattro anni.

Dopo un aumento delle operazioni di mutuo a tasso fisso fino al 2008, negli anni successivi le erogazioni si sono orientate nuovamente verso formule indicizzate; alla fine del 2011, l’84% dei mutui erogati era a tasso variabile. Il costo di tali contratti è aumentato di 1,1% nell’anno (al 3,6% alla fine del 2011), un incremento lievemente superiore a quello registrato sui mutui a tasso fisso (4,7% alla fine dell’anno passato, dal 3,8 del 2010). La prevalenza delle formule indicizzate espone le famiglie lombarde a un significativo rischio di tasso, per limitare il quale è rimasto elevato il ricorso a forme di protezione “caps”; questi hanno interessato circa il 15% dei nuovi mutui. Infine circa il 19% dei flussi erogati ha riguardato mutui che consentono di estendere la durata o di sospendere temporaneamente i pagamenti senza costi addizionali.

contratti di mutuo (fig.5b ) – La contrazione delle compravendite immobiliari si è tradotta in una diminuzione anche nel numero di mutui stipulati. È proseguito invece l’aumento dell’importo medio dei finanziamenti (154 mila euro nel 2011, da 136 mila nel 2005). La quota di erogazioni destinate ai debitori più giovani (fino a 35 anni) si è progressivamente ridotta negli ultimi anni, scendendo a circa 39% nel 2011 da circa il 47% del 2005; è rimasta tuttavia superiore a quella media nazionale (35% nel 2011).

Anche l’accordo siglato il 18 dicembre del 2009 tra l’ABI e le Associazioni dei consumatori, più volte prorogato, ha permesso la sospensione delle rate dei mutui al verificarsi di eventi che possono ridurre la capacità di rimborso delle famiglie. In base ai dati dell’ABI, al 31 gennaio del 2012 in Italia erano state ammesse circa 60.200 domande di sospensione, per un debito residuo pari a circa 7,3 miliardi di euro. Le operazioni sospese riferite alle famiglie residenti in Lombardia erano circa il 18% del totale nazionale. Il 31 gennaio scorso l’Accordo è stato nuovamente rinnovato e la data per la presentazione delle domande è stata protratta al 31 luglio del 2012.

 

indebitamento delle famiglie lombarde (fig.6a/b) – Il livello di indebitamento delle famiglie italiane e lombarde, nonostante la crescita degli ultimi anni, rimane contenuto nel confronto internazionale. In Lombardia, l’indebitamento delle famiglie è superiore alla media del paese e del Nord Ovest. I mutui costituiscono la parte principale dei debiti finanziari (circa il 50% del reddito disponibile nel 2011). Nel 2009 (ultimo anno per cui l’indagine è disponibile) in Lombardia il 20% delle famiglie aveva contratto un mutuo. Esse destinavano il 20% per cento del proprio reddito al pagamento delle rate di rimborso, una percentuale in riduzione rispetto al 2007. Il ricorso a questi finanziamenti non si distribuisce uniformemente nelle diverse classi di reddito. La percentuale di famiglie che hanno stipulato un mutuo scende al 7% se si considerano quelle appartenenti alla fascia con redditi più bassi e sale al 27% tra quelle con redditi più elevati. È dunque cresciuto l’ammontare del debito per la famiglia mediana (88 mila euro nel 2009, da 59 mila nel 2005). Sulla dinamica del numero di famiglie mutuatarie a reddito più basso hanno inciso, oltre a fattori di domanda, anche le politiche di offerta di credito delle banche che, dall’avvio della crisi finanziaria, sono divenute più selettive. Tra il 2007 e il 2009, la quota di famiglie lombarde per le quali la rata di mutuo risultava superiore al 30% del reddito, indicativa di una potenziale vulnerabilità finanziaria, è diminuita dal 4,9 al 3,8% del totale; a tali famiglie era riconducibile il 22% dei mutui in essere. Il livello dei tassi di interesse, ridottosi considerevolmente nel 2009, ha limitato l’impatto della crisi sulla situazione finanziaria delle famiglie. Nel 2009, il 6% delle famiglie lombarde che avevano contratto un mutuo erano state incapaci di rispettarne le scadenze, in linea con il dato riferito al 2005 (6,1%). Nelle altre regioni, come vedremo, si è invece registrato un incremento tra il 2005 e il 2009 della quota di famiglie in arretrato.

ricchezza delle famiglie lombarde (fig.7) – E’ interessante notare che il 2006 è stato l’anno in cui si è verificato il massimo dell’attività finanziaria sia del Paese che delle varie regioni.

 

Qualsiasi ulteriore commento è ben accetto.

lunedì 25/06 : Lazio

 

[email protected]

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.0/10 (3 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +6 (from 6 votes)
Mutui e prestiti: L'economia della Lombardia, 9.0 out of 10 based on 3 ratings
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Analisi Tecnica Si conferma la rottura ribassista del trading range. L'accelerazione al ribasso
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Il mese di Agosto 2018 ha purtroppo lasciato il segno, sui mercati ma sopratutto sulla città di
Non è passato neanche un mese dalla sua ultima uscita e Donald ha già cambiato idea, bandiere
Basterebbe solo qualche immagine per sottolineare come questa era l'ennesima tragedia annunciata
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
  Atlantia (ex Autostrade SpA) rappresenta per il mercato azionario italiano, la classic
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )