Indagine Tecnoborsa 2012: Le famiglie romane quelle che maggiormente ancora credono nel mattone.

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Secondo l’indagine Tecnoborsa 2012, elaborata su dati del biennio 2010-2011, i romani ancor più degli italiani “sono propensi e credono nell’investimento immobiliare anche in un momento difficile e colmo di incertezze come quello attuale”. L’indagine analizza sia a livello nazionale che a Roma il rapporto delle famiglie nei confronti del mercato immobiliare.

 

Le compravendite – A livello nazionale, è emerso che solo il 2,4% degli intervistati ha acquistato un’abitazione nel biennio 2010-2011; in pratica, rispetto a cinque anni fa, le famiglie che hanno acquistato un’abitazione si sono dimezzate. Per quanto riguarda Roma, si riscontrano dati nettamente diversi che vanno sottolineati: il 7,2 % degli intervistati ha acquistato un’abitazione nel biennio di riferimento (2010-2011), una peculiarità certamente in controtendenza rispetto al dato nazionale. Ma è anche rilevante il dato degli acquisti per investimento: infatti l’8,1% delle famiglie romane che hanno acquistato un immobile l’ha fatto con una finalità ben precisa: investire i propri risparmi nel mattone! Riguardo ai dati sulle vendite, emerge che la Capitale è un Comune piuttosto attivo; infatti, a livello nazionale risulta che hanno venduto un immobile nel biennio 2010-2011 solo l’1,9% delle famiglie intervistate contro il 2,2% delle romane. La motivazione predominante che induce alla vendita di un’abitazione si riscontra essere ancora la sostituzione con un’altra abitazione principale (52,6%), valore in crescita rispetto al periodo 2009-2010. Rilevante anche la quota di chi ha venduto per bisogno di liquidità (18,4%).

Il ricorso al mutuo – Tra coloro che hanno acquistato una casa, il 61,6% ha dichiarato di aver fatto ricorso a un finanziamento o un mutuo, il valore riscontrato per la città di Roma è allineato a quello medio nazionale. Ben il 45,3% di coloro che hanno acquistato un’abitazione ha ottenuto un mutuo che copre dal 41% al 60% del prezzo del bene; il 30,2% ha ottenuto una quota che va dal 21% al 40%; un ulteriore 24,5% ha acceso finanziamenti che vanno dal 61% all’80% del costo totale necessario all’acquisto; infine, nessuno ha preso mutui che coprono più dell’80% del prezzo del bene.

L’impegno economico in rapporto al reddito – Il 75% delle famiglie che hanno acceso un mutuo negli ultimi due anni hanno impegnato mediamente fino al 30% del proprio reddito per il pagamento delle rate, contro il 60% rilevato nell’Indagine 2011; anche questa è una conseguenza delle politiche restrittive adottate degli istituti di credito e dell’innalzamento del livello di prudenza delle famiglie italiane e in particolare di quelle romane (il 9,4% ha utilizzato dal 30% al 40% del proprio reddito, il 7,5% ha impiegato tra il 40% e il 50% del budget familiare e il restante 7,5% oltre il 50%).

Gli affitti – Continua il trend crescente dei nuclei familiari che negli ultimi anni hanno preso in locazione un’abitazione e, nell’Indagine attuale, il valore arriva a sfiorare il 3%. Spostandosi sul lato dell’offerta, risulta che nel biennio 2010-2011 sono saliti coloro che hanno dato in locazione un bene (2,3%), valore che ritorna ai livelli rilevati nell’Indagine 2009.

Le intenzioni di acquisto – Per quanto riguarda le previsioni di acquisto di un immobile, il 3,2 % delle famiglie romane intervistate ha dichiarato di avere intenzione di acquistare un immobile residenziale nel prossimo biennio, dato che, raffrontato con le precedenti Indagini, registra una leggera flessione di 0,5 punti percentuali rispetto al 2010 e di 0,8 rispetto al 2009.  Quanto all’utilizzo degli immobili che le famiglie romane dichiarano di voler acquistare nel prossimo futuro, emerge una particolarità rispetto al dato nazionale: praticamente, a livello di intenzione, non compaiono le motivazioni che orienterebbero l’acquisto verso una seconda casa vacanze o per parenti prossimi; dunque, a Roma, chi intende acquistare lo farà per comprare la prima casa o per puro investimento.

 

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kry
Scritto il 23 agosto 2012 at 18:49

Con tutti quelli che lavorano in enti statali,ministeri e lavori più che sicuri è forse l’unica città che ancora può contare su persone che pensano di comprar casa.

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