Gli alti spread sui mutui… un regalo del governo alle banche?

Scritto il alle 08:36 da [email protected]

Gli spread applicati ai mutui hanno raggiunto livelli decisamente molto alti e molti di coloro che hanno stipulato mutui nell’ultimo anno stanno aspettando che diminuiscano per poter tentare una surrroga o una rinegoziazione.

Ma siamo sicuri che gli spread torneranno sui livelli pre crisi con valori che difficilmente superavano l’1,6 1,8%? e se si quando?

Gli spread alti sono veramente la conseguenza della crisi e delle difficoltà a reperire fondi, oppure c’è qualche altro motivo che fin’ora ci era sfuggito?

Vediamo innanzitutto perchè fino al 14 maggio 2011 non si vedevano spread superiori al 3%.

La Banca d’Italia rileva con cadenza trimestrale i tassi di interesse medi praticati per una serie di operazioni bancarie, fra cui anche i mutui, e in base a questi determina i livelli da non superare per non incorrere nel reato di usura, fino alla data del 14 maggio 2011 per calcolare questi livelli massimi si prendeva il Tasso Effettivo Globale Medio (TAEGM) e lo si aumentava del 50%.

Il TEGM, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, si riferisce agli interessi annuali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari per operazioni della stessa natura.

Prendiamo come esempio i TAEGM comunicati dalla Banca d’Italia per il periodo 1° aprile-30 giugno 2011 per quanto riguarda i mutui e calcoliamo il livello massimo dei tassi applicabili.

TAEGM mutui a tasso fisso: 4,68% livello massimo applicabile 7,02%

TAEGM mutui a tasso variabile: 2,79% livello massimo applicabile 4,18%

Il tasso che viene preso in esame per verificare che non vengano superati i livelli di usura è il TAEG (tasso annuo effettivo globale) che è quel tasso che comprende oltre al tasso di riferimento e lo spread, anche tutte le spese legate al mutuo, incasso rata, istruttoria, perizia, ecc. Vedendo i tassi di usura che abbiamo calcolato qui sopra scopriamo che nel caso dei mutui a tasso fisso se prendiamo ad esempio l’irs a 30 anni di aprile 2011 ci accorgiamo che oscillava tra il 3,860% ed il 4,020% quindi per la banca era impossibile applicare spread superiori al 3% perchè aggiungendo anche le spese legate al mutuo avremmo superato abbondantemente il 7,02% e di conseguenza la banca non avrebbe potuto pretendere gli interessi al tasso pattuito.

Facciamo le stesse considerazioni analizzando il tasso variabile, prendiamo in esame l’euribor 3 mesi di aprile 2011, era passato dall’ 1,249% al 1,385% ed era in aumento, anche in questo caso la percentuale massima applicabile tra spread e spese varie risultava 2,795%.

Questa situazione se si fosse protratta, probabilmente avrebbe decretato lo stop definitivo alle erogazioni dei mutui, infatti le banche avrebbero preferito investire altrove piuttosto che erogare mutui.

Cos’è successo il 14 maggio 2011? Semplice è uscito il d.l. 70/2011, che ha modificato l’art. 2, comma 4 della legge 108/96, che determinava il tasso soglia aumentando il TEGM del 50 per cento.

A partire da quella data il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali. Il motivo ufficiale di questa modifica è quello di “liberare le mani all’economia permettendo l’accesso al credito anche anche alle aziende con un profilo di rischio più elevato. Con questa norma infatti anche i soggetti più “rischiosi” pagando un interesse più alto avrebbero dovuto poter ricevere prestiti.” Ma a distanza di più di un’anno dalla modifica sappiamo che come al solito la motivazione ufficiale era una “bufala”, in realtà l’unico scopo del DL era quello di aiutare le banche a guadagnare di più legalizzando gli aumenti di spread applicati dalle banche ai mutui ed ai prestiti, infatti l’accesso al credito per le imprese e consumatori è rimasto molto limitato anzi direi addirittura che è peggiorato.

Vediamo come si sono trasformati i tassi soglia dopo il 14 maggio 2011

TAEGM mutui a tasso fisso: 4,68% livello massimo applicabile 7,02% fino al 13/05/2011, 9.85% dal 14/05/2011.

TAEGM mutui a tasso variabile: 2,79% livello massimo applicabile 4,18%fino al 13/05/2011, 7,4875% dal 14/05/2011.

Chiaramente anche i tassi soglia, in vigore per il periodo 1° luglio-30 settembre 2011 dopo l’entrata in vigore del d.l. 70/2011 sono schizzati in alto facendo registrare i seguenti valori:

Mutui a tasso fisso TAEGM = 5,15%  Tasso soglia = 10,4375%

Mutui a tasso variabile TAEGM = 3,19%  Tasso soglia = 7,9875%

E’ ovvio che essendo il TAEGM calcolato sulla media dei tassi applicati dalle banche ed avendo queste ultime la possibilità di aumentare i tassi pur restando ampiamente al di sotto del tasso di usura il risultato finale è un’innalzamento generalizzato e progressivo dei tassi.

Come possiamo vedere nel grafico qui sotto, mentre prima della modifica dell’art. 2, comma 4 della legge 108/96 i valori dell’ Euribor, TAEGM, e Tassi limite variavano nello stesso modo, dal 14 maggio 2011 in poi si vede un’impennata improvvisa dei tassi soglia ed un’aumento progressivo del Tasso Annuo Effettivo Globale Medio anche in presenza di una diminuzione dell’ Euribor. Molto probabilmente in futuro si avrà un riallineamento dell’andamento dei tre indici, ma con il differenziale tra euribor e TAEGM molto superiore ai ca 2 punti percentuali che avevamo prima del 14 maggio 2011.

La stessa cosa chiaramente è successa anche per i mutui a tasso fisso.

Ad oggi i tassi soglia fissati dalla Banca d’Italia per il periodo 1° luglio – 30 settembre 2012  sono:

Mutui a tasso fisso TAEGM = 5,51 Tasso soglia = 10,8875%

Mutui a tasso variabile TAEGM = 4,34%  Tasso soglia = 9,4250%

Come dicevo prima probabilmente con la modifica del calcolo sui tassi soglia, dando la possibilità alle banche di innalzare gli spread e di aumentare di conseguenza i loro guadagni sui mutui, il Governo è praticamente riuscito ad evitare il blocco quasi totale delle erogazioni, ma era veramente l’unico sistema per farlo? e a che prezzo è stato fatto?

Il regalo fatto alle banche è stato enorme, infatti le modifiche ai tassi soglia non interessano solo i mutui ma anche i prestiti personali, le cessioni del quinto, gli scoperti di conto, il credito revolving, i finanziamenti rateali ecc.ecc……ed in tempi di crisi………..

In conclusione la mia opinione è che prima di vedere una diminuzione degli spread sui mutui dovremo attendere ancora parecchio tempo, le banche dovranno riconsiderare allettanti e sicuri gli “investimenti” sui mutui ai privati ed imprese e si dovrà ricreare la concorrenza tra banche, che attualmente sembra scomparsa. inoltre credo che se la salita è stata repentina grazie ai regali del governo, la discesa sarà molto lenta perché sarà legata solamente alle leggi di mercato e non certo ad “aiuti” esterni.

[email protected]

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3 commenti Commenta
nowayluca
Scritto il 20 settembre 2012 at 11:52

grazie per l’articolo,
…mi ero fatto un’idea di un possibile legame tra euribor e spread ma mi sembra di capire che il mutuo variabile che a breve dovrò stipulare con spread al 3% facilmente lo terrò per gran parte della sua durata. Paradossalmente, ma nemmeno troppo, uno spread del 3% (TAEGM intorno al 3.6) aggiungendo un euribor del 5% (quasi massimo storico) sono comunque sotto la soglia di usura.

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freeybor
Scritto il 20 settembre 2012 at 18:14

Il fatto è che anche se in futuro il tasso del tuo mutuo dovesse superare il tasso di usura calcolato in quel momento (cosa praticamente impossibile con le nuove regole di calcolo), non sarebbe comunque considerato usura perché con il Dec. Leg. nr. 394 del 2000 è stato stabilito che è da considerarsi usuraio chi concede mutui e prestiti con tassi al di sopra della soglia prestabilita al momento della stipula contrattuale e non se la soglia viene superata al momento della riscossione della rata.

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nowayluca
Scritto il 21 settembre 2012 at 08:56

ah… bene!
Freeybor grazie!
… mi piacerebbe un articolo sul perchè Voi (Freeybor e Tanduri) siete a favore di un variabile (con i dovuti requisiti ltv 65% rata/reddito 30% ecc…)anche in un momento di spread alti …le vostre convinzioni personali!

Ciao Luca

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