Mutui italiani più cari: un risparmio scippato sotto gli occhi di tutti

Scritto il alle 13:16 da [email protected]

Ci hanno scippato fratello euribor..                                  Nessuno interviene?   

Siamo giunti al termine di un periodo economico a dir poco devastante per le famiglie e non possiamo non toglierci un ennesimo fastidioso sassolino dalla scarpa a proposito del caro mutui imposto dalle nostre beneamate banche italiane. Quanti di noi si sono posti il quesito o abbiano da sempre direttamente constatato quanto in più costino i mutui alle famiglie italiane rispetto alla media europea; quanto più salato costi attingere al credito bancario italiano per coronare il sogno di una casa di proprietà. Ne parliamo con l’auspicio che nel corso del prossimo anno, questo ennesimo capitolo sia soltanto un vago e triste ricordo, uno dei tanti  brutti sogni sogni fatti in questo anno infausto.

Lo sconforto dei dati – Ebbene i dati come al solito non sono confortanti. Le banche italiane, in serie difficoltà, dimostrano di non voler concedere ai mutuandi italiani che si accingono alla stipula di un mutuo il beneficio economico derivante dagli enormi cali degli euribor e degli Irs di questi ultimi tempi imponendo sui prodotti mutuo concessi degli spread esorbitanti. E’ sotto gli occhi di tutti ormai come dall’inizio di questo dannato 2012, i tassi proposti con i mutui nel mercato bancario siano subissati ed appesantiti da spread che variano da un ormai stabile minimo di 2,8% ad un 3,8% se non addirittura un 4,5% se parliamo di tassi fissi. Ecco che per i neo impavidi mutuati, i potenziali benefici degli euribor fratelli rasoterra di oggi risultano praticamente azzerati dalle banche che impongono spread contrattuali da capogiro.

Il gioco delle tre carte, ovvero, come le banche ti intascano un euribor fratello  che era invece destinato a TE –   Anche quando la Banca Centrale Europea, nel luglio di quest’anno, ha voluto ridurre il proprio tasso portandolo dall’1% allo 0,75% determinando i ribassi storici degli euribor tuttora in atto, le banche italiane hanno voluto incassarne avidamente loro stesse i relativi benefici evitando di ridurre gli spread contrattuali proposti con i mutui ipotecari ex novo elargiti alla clientela. Da luglio quando grazie alla riduzione del tasso europeo, l’euribor a 3mesi su cui è indicizzato la stragrande maggioranza dei mutui italiani è calato di circa 0,40%, il tasso rilevato da bankitalia nel mercato dei mutui italiani invece non ha minimamente accennato a diminuire nonostante gli euribor avessero provato a regalarci un po di risparmio ossigenando le potenziali rate da stipulare. Chi stipula un mutuo adesso quindi non incassa nulla della positiva diminuzione degli euribor proprio perchè i tassi a cui si è costretti a stipulare sono mantenuti inalterati da spread in tenuta stabile se non addirittura in aumento; altro che prospettata diminuzione che tutti “noi” auspicavamo (in cui io non credevo e non pronosticavo).

In Europa non è affatto così – Diversamente dai tassi italiani  rilevati da bankitalia, i tassi medi rilevati dalla Banca Centrale Europea nell’ eurozona sono decisamente diminuiti proprio anche a seguito della riduzione del tasso Bce di luglio scorso e della conseguente diminuzione degli euribor ed Irs; la reazione risultante della flessione dei tassi delle banche europee è stata lineare come auspicato dalla stessa Banca Centrale. L’intervento, che aveva lo scopo di ossigenare la forte contrazione del credito in eurozona, ha sortito l’effetto sperato in Europa ma.. non da noi. Una riduzione dello 0,25% del tasso voluto dalla Bce ha determinato una riduzione a cascata di 40 punti base dell’euribor 3mesi ed una conseguente diminuzione dei tassi medi europei dello 0,13% ma… nisba, niet, nothing per i tassi italiani rilevati da bankitalia, anzi aumentati dello 0,02% da allora.

Osservando il grafico sottostante che ho costruito si evince come l’effetto “rilassante” della diminuzione degli euribor come anche degli Irs si è perpetrato essenzialmente sui tassi europei e neanche minimamente sugli imperturbabili tassi nostrani. L’unico consequenziale effetto positivo all’intervento della Bce sembrerebbe essere stato quello di aver impedito un ulteriore aumento dei tassi italiani che in agosto erano in procinto addirittura di impennarsi nuovamente sopra il 5% come in primavera quando però anche i tassi europei erano più alti di adesso. La “deflazione” dei tassi italiani alla stegua di quelli della media europea non si è affatto verificata e la manovra della Banca Centrale per cercare di dare ossigeno agli indebitati, non ha funzionato.. almeno nel nostro beneamato Paese.

Il grafico sottostante evidenzia il trend dei vari tassi rilevati da Bce e Bankitalia nell’ultimo anno, nei periodi di che vanno dal novembre 2011 ad ottobre 2012, ultimo mese rilevato.

Nel grafico, per quanto riguarda i “tassi italiani” rilevati da Bankitalia, è evidente come nonostante tutti gli altri tassi europei siano calati con continuità nell’arco dell’anno in corso, il tasso nostrano invece no. Il tasso italico risulta in aumento anche dopo e nonostante l’intervento ribassista della Banca Centrale dello scorso luglio. Notate come il differenziale con quello della media europea sia gradualmente aumentato dallo 0,65% di novembre 2011 (4,59 -3,94%) all’1,39% di ottobre 2012 (4,88- 3,49%); uno spread più che raddoppiato in barba a qualsiasi auspicio.

Perchè ad una diminuzione dei tassi di riferimento europei, euribor ed Irs non segue una altrettanta diminuzione dei tassi sui mutui del mercato bancario italiano? La risposta è semplice ed elementare: per effetto di maggiori spese e spread applicati ai mutui che compensano semprepiù la potenziale diminuzione del tasso. Considerate infatti che i tassi rilevati sono dei taeg comprensivi del costo totale effettivo del mutuo. Il dato di fatto che le  banche italiane quindi stiano attualmente intascando quello che la Banca Centrale Europea ha cercato a suo tempo di destinare alle famiglie e alle imprese, è lampante. Ovvero, la Banca Centrale ha ottenuto i risultati delle sue strategie economiche ossigenanti del credito in Europa ma non da noi. E’ una delle prove che siamo un Paese refrattario in tutto e non siamo capaci di recepire qualsiasi cosa ci sia di buono che ci venga proposto dall’Europa, è evidente. Anche in questo caso, il vantaggio è appannaggio di pochi e sempre gli stessi, in questo caso: delle banche.

Le italiche banche non hanno voluto recepire un’apertura poi, nonostante la BCE avesse elargito circa 280miliardi di euro al tasso del 1% alle banche italiane in difficoltà; evidentemente questo non bastava. La questione ha dell’incredibile o dell’abominevole; fate vobis.

Il mancato risparmio, ovvero, l’entità dello scippo – Bando alle ciance, quantizziamo: quanto costa il mancato risparmio alle famiglie mutuatarie italiane questo differenziale di tasso tipico italiano rispetto a quello della media europea? Quanto pagano di più le famiglie italiane che si accingono ad un mutuo rispetto a quelle dell’eurozona?

La figura sopra rappresenta il maggior costo che una famiglia media mutuata italiana paga in più rispetto alla media europea per un mutuo di 130mila euro con durata trentennale.

Ad esempio, un Mario Rossi italiano che ha stipulato un mutuo in aprile 2012, sta pagando atualmente ben 90 euro in più al mese rispetto ad un cittadino europeo medio che ha stipulato nello stesso periodo proprio perchè il tasso del suo mutuo è di 117 punti base maggiore (vedi 5,13 – 3,96% del grafico dei tassi sopra). Se Mario avesse appena stipulato con il tasso rilevato ad ottobre del 4,88%, il differenziale sarebbe ancora maggiore: 139 punti base di differenza con ben 105 euro in più sulla rata che invece di essere di 583 euro al mese risulta essere di 688, ovvero una rata più cara di un quasi 20%. Per quanto riguarda invece i maggiori interessi corrisposti da Mario, siamo nell’ordine di 38mila euro; egli corrisponde ben 118mila euro di interessi contro gli 80mila del suo concittadino europeo medio più “fortunato”. Mario, sfortunato cittadino italiano, paga un mutuo più caro del quasi 50%; non male per un tasso più caro di soli 139 punti base, vero?

Voi direte che stiamo parlando di una media europea e che Paesi come il nostro soffrono lo stesso identico problema; andiamo allora a vedere cosa succede in Spagna. Facciamo un preventivo per un mutuo di 200mila euro a 20 anni sul sito web di IngDirect ad esempio. La banca Olandese, diffusissima a livello europeo applica un tasso del 2,88% senza spese che rappresenta quindi l’equivalente dei tassi taeg che stiamo mettendo a confronto in questo articolo. Lo spread contrattuale proposto da IngDirect è del 2,29% e la rata risultante è di 1.097 euro mensili. L’unica differenza con noi è che in Spagna tradizionalemte si applica l’euribor 1AA che attualmente è del 0,59%. Un mutuo così da noi ce lo sognamo, eppure parliamo della Spagna che da questo punto di vista quindi, non sembra stare affatto peggio di noi, anzi..

Ci hanno scippato fratello euribor e nessuno interviene – Chi stipula un mutuo adesso non potrà approfittare di tassi di stipula bassi “aiutati” da euribor rasoterra, ma potrà solo aspettarsi rincari futuri dovuti al plausibile futuro aumento degli euribor che oggi ci sono fratelli ma che domani, prima o poi, ci gireranno le spalle condannandoci ad alti tassi collegati a vergognosi ed esasperati spread imposti oggi dal mercato bancario italiano. Badate bene inoltre, ve lo ripeto per l’ennesima volta e all’ennesima potenza: non tutti in futuro potranno migliorarsi le proprie condizioni di mutuo che contemplano gli elevati spread stipulati di oggi; la surroga non sarà per tutti, credetemi.

Il potenziale mutuando ha finalmente capito bene che oggi cuoce su una padella ma domani lo aspetta la brace. Insomma, neanche a dire che abbia la voglia o l’incoscienza di affrontare il rischio di tassi stratosferici in futuro sposando però un tasso basso di partenza; l’impresa di un mutuo sarebbe forse valsa la pena scommettendo su un protrarsi di euribor fratelli almeno per qualche anno. Questa scommessa invece non s’ha da fare; oggi la banca ti impone un variabile al già alto tasso di stipula, un tasso che un domani non potrà che essere peggio di così a meno di euribor negativi che nel caso denomineremmo “Santi” altrochè “fratelli”. Insomma, le banche italiche, al mutuando ex novo non gli concedono neanche il benefico risparmio iniziale degli euribor rasoterra perchè come detto, “quello”, se lo intascano loro senza remore.

Dove sono coloro che ci devono proteggere da suddetto sopruso? Per questo fiume di denaro che non entra nelle tasche delle famiglie ma rimpinza i caveau delle banche italiane, i nostri “cari” governanti filobanchieri italici non hanno voluto stranamente farci proprio nulla.

Anche quest’anno è volato ma questo in particolar modo ha lasciato un grosso ma spero delebile segno che non sarà comunque assolutamente facile cancellare; siamo secondo me arrivati al punto che per ottenere piccoli miglioramenti dovremmo fare enormi sforzi. Lasciamoci definitivamente un pessimo 2012 alle spalle.

Auguri a tutti per un miglior 2013.

Massimo

aiutomutuo.finanza.com

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