Bce: ossigeno sui mutui ma il livello della domanda è previsto al ribasso

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Secondo lo studio sul credito della Banca Centrale Europea, si è  interrotto l’irrigidimento delle condizioni di offerta dei prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, ma il livello della domanda non accenna a riprendersi.

 

L’ultima indagine sul credito europeo mostra segni di ulteriore contrazione del credito alle imprese derivante dai timori sulle prospettive sfavorevoli dell’economia dell’eurozona. Si interrompe invece l’irrigidimento dei criteri di concessioni sui mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni che nei trimestri precedenti aveva mostrato un trend in peggioramento pressocchè continuo.

Nel documento si legge come nonostante la boccata di ossigeno sui criteri di concessione dei mutui per acquisto di abitazioni, le banche non prevedono una ripresa delle richieste di mutuo a causa di una crisi economica non ancora superata che ancora affligge le famiglie europee.

 

Il grafico sopra rappresenta la “percentuale netta” delle banche che dichiarano irrigidimento dei criteri di concessione sui mutui nell’ultimo trimestre di riferimento dal quale si evince una certa riduzione di rigidità almeno rispetto agli ultimi periodi sia di fine 2011 come anche rispetto a fine anno 2012 e primo trimestre 2013. In quest’ultimo trimestre infatti la percentuale netta rilevata, a livello europeo, scende al 7% contro il 14% del primo trimestre 2013 (Q1), mentre relativamente ai dati sull’Italia, il dato riassume una sostanziale stabilità con un confortante 0%. Da notare come, per le banche italiane, il massimo dell’irrigidimento è stato rilevato nell’ultimo trimestre 2011 (Q4); un momento in cui la media dell’87% delle banche dichiaravano di aumentare il livello di irrigidimento generalizzato sui criteri di concessione dei mutui.

Il grafico sopra riassume i dati italiani degli ultimi 10 anni. Si noti come, sin dal 2008, le banche ammettano irrigidimento continuo sui criteri di concessione e come invece negli anni 2004-2007 si sia registrato un quasi continuo allentamento dei criteri; un periodo che abbiamo conosciuto come il periodo d’oro del credito ovvero l’era dei mutui “facili”;  un periodo di credito senza troppo controllo di cui le banche sono amaramente probabilmente pentite. L’ultimo periodo in riquadro giallo è quello messo a confronto con i dati europei.

NB: l’entità della percentuale rappresentata nei grafici non esprime affatto l’entità dell’irrigidimento ma solo la percentuale netta delle banche che dichiarano tale irrigimento (rispetto al trimestre precedente). Le percentuali nette non sono in grado di dirci il quanto aumenti o diminuisca l’irrigimento del criterio di concessione della banca ma solo “quanta percentuale” di banche lo abbia applicato. Questo per sfatare alcune affermazioni contenute in alcuni articoli pubblicati nei giorni scorsi dai vari organi di informazione italiani che valutavano e interpretavano i dati dell’osservatorio del credito riuscendo ad affermare una diversa entità di irrigidimento tra Italia ed eurozona; un dato che non può essere rilevato dal documento dell’Eurotower ma eventualmente da tutt’altra fonte informativa.

L’indagine, è effettuata trimestralmente attraverso un questionario rivolto ad un campione di oltre 110 banche di tutti i paesi dell’area dell’euro. Per l’Italia partecipano otto gruppi creditizi che rappresentano oltre due terzi del mercato dei prestiti nel nostro paese.

Massimo

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