Segnali di ripresa per i mutui.. qualcosa si muove?

Scritto il alle 08:30 da [email protected]

Una percettibile ripresa della concorrenza bancaria sta migliorando la convenienza dei prodotti mutuo attualmente in commercio

Ci sono diversi indizi che, in generale, evidenziano un certo risveglio nel mercato dei mutui dal torpore di questi ultimi due anni: l’Osservatorio di MutuiOnline, nell’ultimo semestre, riporta un inaspettato incremento della domanda mentre Nomisma prevede una piccola positiva inversione di tendenza da registrarsi nel 2013 per un erogato che è in caduta libera da molti anni; bankitalia ci comunica un lieve calo dei tassi rispetto all’anno scorso.

Certamente non sono dati talmente ridondanti da far credere che da quì a poco il mercato riprenda il ritmo dei tempi che furono ma una cosa abbiamo constatato ultimamente: un certo avviato rilassamento sui criteri di concessione dei mutui guidato da una nuova percettibile ripresa della concorrenza. Alcuni importanti gruppi bancari infatti sono attualmente impegnati a nuove importanti erogazioni con prodotti mutuo di migliorata qualità in grado di vincere l’evidente sfiducia della clientela che ancora teme l’indebitamento a causa della non ancora trascurabile incertezza economica e delle prospettive al ribasso dei valori immobiliari in generale.

Il dato di una appena percettibile ripresa della concorrenza tra le banche lo abbiamo captato analizzando il resoconto in excel dell’ultima indagine sul credito di bankitalia di fine luglio. Secondo l’indagine, nell’ultimo trimestre del 2013, le banche riportano un miglioramento dei criteri di concessione dei mutui alimentato, fra l’altro, da una rinnovata pressione concorrenziale. Gli istituti di credito, ultimamente, pur di piazzare i propri plafond, si sono visti costretti a campagne di promozione di prodotti mutui migliorativi soprattutto in termini di spread contrattuali proposti. Insomma, per vendere ed incentivare all’acquisto di un mutuo, le banche hanno dovuto ridurre le pretese ed il margine di guadagno tirando fuori dal cappello mutui caratterizzati da spread finalmente più “moderati”.

Il grafico che abbiamo costruito con i dati dell’indagine nell’ultimo trimestre infatti, mette in evidenza un lieve segnale di ripresa della concorrenza bancaria in questo campo specifico. In particolare si noti come sin da fine 2008, trascurando il picco sporadico registrato nel primo trimestre del 2010, suddetta concorrenza era andata totalmente persa fino ad oggi. Nel secondo trimestre del 2013 (riquadro giallo del grafico), entrambi i criteri di valutazione utilizzati dalle banche per esprimere l’esistenza o meno di concorrenza all’interno del mercato di vendita dei mutui (sia la “percentuale netta” come anche il più preciso “indice di diffusione”), esprimono una discreta ripresa della concorrenza bancaria; una situazione appena intercettata che per ora rimane solo un flebile primo segnale su cui poter sperare per il futuro. C’è da auspicarsi che il dato positivo di questo ultimo trimestre non sia una ripetizione della “illusione” registrata nel primo trimestre 2010. Staremo a vedere..

La speranza è alimentata anche dalle aspettative che da tempo si coltivano sul fronte politico. Nel prossimo autunno potremmo vedere iniziative governative che proveranno di coinvolgere le banche in un piano di appoggio per i mutui acquisto della prima casa che incentiverebbero la ripresa il mercato immobiliare con la creazione di un fondo di garanzia per le giovani coppie e di aiuti diretti all’acquisto. Una nuova frenetica attività rivolta a poter venire incontro ai costruttori che chiedono un aiuto nel sostegno all’acquisto dell’invenduto e alle banche che hanno tutto l’interesse, anche loro, a riattivarsi nella protezione del mercato immobiliare in continua svalutazione.

Le offerte commercializzate di oggi: Cariparma ad esempio propone un mutuo a tasso fisso del 2,5% per i primi due anni e del circa 5% per il resto dell’ammortamento; Banco Popolare ha lanciato “MutuoYou” a tasso variabile con uno spread del 2,75% oppure a tasso fisso finito del 4,75% per tutta la durata del mutuo;  la tedesca Deutsche Bank propone anche lei prodotti con ottimi spread da tempo; Ubi Banca ha lanciato un finanziamento per le giovani coppie di precari, anche immigrati purché residenti da almeno due anni.  Insomma ce n’è per tutti, il mercato si muove e le banche ultimamente sembrano avere maggior propensione a concedere credito alle famiglie.

Bisogna comunque riflettere sul.. per chi è questa nuova concorrenza e a chi è dedicata. Certamente le banche sono sempre più alla ricerca di una clientela affidabile verso la quale sono evidentemente disposte ad abbassare i loro margini di guadagno. Ecco che l’ondata dei nuovi mutui vantaggiosi con spread ridotti sono rivolti essenzialmente verso coloro che possono maggiormente garantire il rientro del credito concesso. Per coloro ad esempio che cercano un mutuo volendo finanziare gran parte dell’acquisto con un alto LTV, famiglie monoreddito e senza garanti, ecc… la ripresa di un mercato finalmente più accessibile e al tempo stesso conveniente è ovviamente ancora lontana. Gli ami da pesca che le banche stanno utilizzando probabilmente non sono per pesci piccoli.

Un’ultima personale riflessione: non vorrei che questo rinnovato minimo miglioramento delle condizioni dei mutui proposti ora sul mercato sia legato ad una ultima azione di raccolta lanciata per attrarre e coinvolgere gli ultimi frammenti di clientela ancora affidabile e con alto indice di solvibilità. Una raccolta, terminata la quale, soddisfatti gli ultimi clienti di fascia “nobile”, le banche, saranno di nuovo blindate a non cedere oltre frizzando gli spread proposti a livelli non inferiori a quelli attuali. Il credito di oggi, scordiamocelo.. non è per tutti. In definitiva, quella a cui assistiamo è semplicemente una campagna di pesca o una effettiva e reale evoluzione di ridimenzionamento degli spread sul credito che ci si auspica e che molti prevedono da tempo?

NB: La “percentuale netta” riporta la percentuale delle banche intervistate nel sondaggio di bankitalia che ammettono di essere soggette e captare maggior pressione concorrenziale nel mercato dei mutui rispetto al trimestre precedente. L’indicatore è comparabile direttamente con i dati pubblicati dalla banca centrale europea sul complesso dell’area euro.

Massimo

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