Mutui: il rimborso del premio delle polizze vita collegate che nessuno vi dice

Scritto il alle 10:25 da [email protected]

Senza la sottoscrizione di una esosa polizza assicurativa la concessione di un mutuo è diventata praticamente impossibile, ma..

Abbiamo già parlato, in un recente nostro articolo, delle pratiche poco corrette che generalmente le banche mettono in atto nella fase precontrattuale di richiesta ed apertura di un credito. L’elemento che maggiormente pesa e che condiziona la concessione del finanziamento è certamente la disponibilità o meno del potenziale mutuando di rendersi disponibile alla sottoscrizione di una polizza vita a protezione del mutuo o del finanziamento concesso. Questa pratica bancaria, in assenza di un serio controllo governativo, è divenuta col tempo estremamente abituale dove al cliente viene imposta l’adesione alla polizza in cambio della effettiva concessione del mutuo. Quella che dovrebbe essere una facoltà del cliente, denominata addirittura “servizio accessorio” nella documentazione di trasparenza di un prodotto mutuo, è in realtà, a tutti gli effetti, una condizione sine equa non in assenza della quale il mutuo difficilmente viene concesso.

E’ inutile che ci nascondiamo dietro ad un dito. Le banche si salvaguradano e si fanno scudo della pura teoria che le polizze non sono imposte, che non sono obbligatorie. Il fatto è che senza rendersi disponibili a sottoscriverle, il mutuo difficilmente ci sarà concesso; altro che facoltà. E’ la realtà dei fatti che ogni giorno raccogliamo nei vari forum mutui del web come il nostro; utenti che scrivono amareggiati e contrariati dall’insistenza della banca sulla necessità di rendersi disponibili alla stipula della polizza lasciando intravedere un epilogo a toni grigio scuri della delibera; della serie: “no polizza no party”. Lo stesso tono grigio dell’ombrello protettivo che dovrebbe rappresentare una copertura assicurativa che invece di essere una scelta personale opportunamente tarata sulla situazione famigliare è in realtà una esosa imposizione collettiva a premio unico.

Infatti se ne era accorto anche il precedente governo Monti che con il famoso decreto “Salva Italia” del gennaio 2012, aveva tentato inutilmente di arginare la pratica della effettiva imposizione delle polizze sui finanziamenti ma è stato un vero buco nell’acqua. Era infatti stata definita come “..scorretta.. la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario..”.

Quel decreto è stato purtroppo, a tutti gli effetti,  una bolla di sapone e le banche, aggirando un testo legislativo fiacco, inefficace ed incompleto, continuano imperterrite a forzare la mano alla clientela obbligandola a sottoscrivere esose polizze a premio unico.

Sappiamo perfettamente anche del perchè la banca è particolarmente insistente sulle polizze assicurative da abbinare al mutuo; altro che la sola protezione del credito concesso in caso di decesso del mutuando. Infatti, in qualità di intermediario collocatore della polizza, la banca ottiene una provvigione che va dal 50 al 75% del costo del premio assicurativo pagato dal mutuando; cifre che aumentano notevolmente l’appetibilità bancaria dei clienti disponibili a stipularla e a scartare la clientela che invece rifiuta di assicurarsi. E’ inutile nascondere anche questo dato di fatto.

ma..

Lo sapevate che una volta stipulate si possono recedere, e che nel caso, vengono interamente rimborsate?

Quella che vedete sopra è la schermata dell’art.10 della Nota Informativa della polizza Cardif Serenity “caldamente consigliata” da BNL ai propri mutuandi. Il diritto di RECESSO di una polizza vita a premio unico è un diritto sancito dalla Legge ed in particolare dall’art.177 del Codice delle Assicurazioni Private di Ivass (ex Isvap) e deve obbligatoriamente previsto per ogni polizza di questo genere; l’esempio di quella BNL vale per ogni polizza vita di ogni compagnia assicuratrice abbinata ad ogni prodotto mutuo di ogni banca.

Si legga come l’aderente o assicurato (il mutuando), abbia  la facoltà di recederla entro 30 giorni dalla sottoscrizione, giorno che coincide spesso con la stipula del mutuo. In tal caso il costo della polizza, il premio unico, verrà interamente restituito entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata di recesso inviata dall’assicurato alla compagnia assicurativa o in qualche caso alla filiale di riferimento della banca.

E’ bene inoltre sapere che, superati i 30 giorni a disposizione per inviare la raccomandata, per praticamente tutte queste polizze vita collegate ai finanziamenti, il diritto di recesso decade e la polizza diviene assolutamente irrecedibile e non più rimborsabile se non a seguito di estinzione totale, accollo o surroga del mutuo o del finanziamento collegato. Il che sottolinea l’eventuale urgenza con la quale adoperarsi nella procedura di recesso per ottenere il rimborso totale del premio.

Quel livello di protezione verso alcune pratiche scorrette delle banche che i decreti non riusciti a consentire, sono a volte demandati alla volontà e all’arbitrio del cittadino consumatore direttamente interessato. Il caso del recesso delle polizze vita abbinate ad un finanziamento è un esempio eclatante di come la Legge ci faccia dono di una facoltà della quale nessuno ci informa; ne la banca (ovviamente poco interessata ad istruire il cliente sulla facoltà del recesso), ne gli organi di informazione. Questo Blog, nella consetudine di fare corretta informazione, vuole essere una eccezione.

Nel forum di FinanzaOnline troverete ogni consiglio utile di come portare avanti un recesso, di come allestire il testo di raccomandata da inviare alla compagnia assicuratrice e di come comportarvi davanti alle pressioni esercitate dalla banca per impedirvelo.

Il RECESSO della polizza rappresenta una delle poche utili e gratuite contromisure bancarie allestite in chissà quale barlume di saggezza legislativa ereditata dai tempi che furono, ma della quale nessuno parla. Un coprifuoco silenzioso su cui vige un silenzio stampa strano, insolito, sorprendente ed ingiustificato. Non lasciamolo in tasca a marcire inutilizzato; dopo 30 giorni scade.

Massimo

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