Mutui: Il taglio bce ed il peso della stabilità

Scritto il alle 08:30 da [email protected]

La Banca centrale europea ha ridotto di un quarto il costo del denaro. Per la prima volta nella storia dell’euro, il taglio di 25 punti, ha portato il tasso BCE allo 0,25%. L’iniziativa è stata presa principalmente per contrastare la frenata dell’inflazione e il timore della deflazione. Secondo l’associazione delle banche private tedesche (Bdb) il taglio dei tassi avrà «un basso effetto sull’economia» e porterà i sui soliti effetti benefici alle banche regalando il solito ossigeno che non guasta mai. A detta di Mario Draghi, numero uno Bce, «la politica monetaria dell’Eurotower resterà accomodante e che l’inflazione resterà bassa per lungo tempo».

Stabilito che l’effetto della riduzione del tasso bce ricadrà direttamente nelle tasche delle banche che potranno approviggionarsi di liquità usufruendo dell’ennesimo “sconto” della banca centrale, andiamo a vedere gli effetti, se ci sono, di tale manovra per le tasche dei mutuandi.

Effettivamente, l’unica certezza di risparmio è assicurata per coloro che hanno mutui indicizzati direttamente al tasso bce che in Italia sono stati lanciati sul mercato solo qualche anno fa. Per coloro (pochissimi) che hanno mutui direttamente indicizzati a questo tipo di tasso gli effetti benefici sulla rata saranno perfettamente calcolabili.

La tavola elaborata mostra il risparmio mensile acquisito sulla rata in base a durata e spread di contratto per un mutuo indicizzato al tasso bce a seguito del taglio di 25 punti base appena deciso.

Per quanto riguarda invece le ripercussioni positive che in genere si ha a seguito di un taglio del tasso bce sugli indici euribor su cui sono invece indicizzati la quasi totalità (98%) dei mutui a tasso variabile italiani, possiamo senza dubbi affermare che tasso bce e tassi euribor sono sempre stati storicamente molto correlati tra di loro; ogni decisione presa sul tasso bce dalla banca centrale ha sempre indirettamente “mosso” gli indici euribor nella direzione stessa del taglio. Il grafico sottostante è la conferma che “il peso” del taglio dei tassi bce influenza direttamente gli euribor: maggiore è il peso del taglio (tasso bce regolato al minimo), maggiore è lo schiacciamento al ribasso degli euribor.

E’ estremamente presumibile però, che a seguito di questo ultimo taglio (come si è già verificato per il precedente del maggio scorso che ha portato il tasso bce dallo 0,75 allo 0,50%), nel prossimo periodo non sarà facile registrare una diminuzione apprezzabile dei tassi euribor visto che questi ultimi sono già a livelli estremamenti bassi prossimi allo zero.

Infatti, considerando che l’attuale anomalia di mercato ha ridotto gli indici Euribor di breve durata  drasticamente al di sotto del tasso bce (l’indice ad 1 mese è allo 0,12%, quello a  3 mesi allo 0,22% e il 6 mesi al 0,32% da oltre un anno), è plausibile immaginare che questo ultimo taglio della banca centrale non sortisca particolare effetto sugli euribor e quindi sulle rate della maggior parte dei mutuandi italiani.

L’unica nota positiva da dover sottolineare e assolutamente da non sottovalutare è l’effetto “stabilizzante” al ribasso che hanno avuto questi ultimi tagli del tasso bce sugli euribor. Rispetto ai precedenti tagli che hanno apportato riduzione sostanziale degli euribor (vedi quello del luglio 2012), quello apportato nel maggio 2013, come anche si presume quest’ultimo, non riusciranno a ridurre gli euribor già rasoterra ma quantomeno li stabilizzeranno con un effetto schiacciante a lungo termine. La buona notizia per tutti i mutuandi a tasso variabile è che, da parte della banca centrale europa, le intenzioni di tenere i tassi bassi ancora per lungo tempo ci sono; quest’ultima ennesima riduzione ne è la conferma.

Suddetta aspettativa è senza dubbio più desiderabile rispetto all’auspicio di ottenere effetti diretti sulle rate che sarebbero comunque molto poco apprezzabili e nell’ordine di solo pochi euro mensili. Avere rate basse per ancora lungo tempo è senz’altro preferibile ad una minima riduzione dell’importo delle stesse, della serie: meglio una gallina domani che un misero uovo oggi. “Accontentiamoci” di un eventuale, auspicabile e a questo punto plausibile lungo effetto stabilizzante… dove si firma?

Massimo

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