La sospensione dei mutui e il corretto calcolo degli interessi

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Quanto costa sospendere il mutuo? facciamo due calcoli (giusti)..

La moratoria sulla sospensione delle rate che le famiglie in difficoltà economica stanno utilizzando per allentare la morsa di un mutuo è a pieno regime; più di 10 mila famiglie ne sta usufruendo. La sospensione è un sollievo però solo momentaneo al termine del quale ci si ritroverà a dover pagare gli “oneri di sospensione”; un “costo del servizio” del quale molti non sono coscienti. Si va in banca e si firmano i documenti richiesti per l’attivazione della procedera senza che le relative informazioni vengano acquisite in modo chiaro e corretto e quando, a termine della sospensione, la banca presenta il conto, ci si rende conto che il problema del carico economico che si dovrà affrontare non è stato del tutto risolto. Il contributo del Governo infatti esiste e funziona ma è determinante fino ad un certo punto. Lo Stato aiuta contribuendo a pagare una parte degli interessi che maturano durante il periodo di sospensione, ci mancherebbe, ma poi tutto va corrisposto in un colpo solo ed in concomitanza della ripresa dei pagamenti delle rate; per molti il problema del mutuo è solo rimandato.

Il contributo per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile è parziale; il governo contribuisce pagando la sua minima parte di interessi pari all’euribor che oggi viaggia a valori quasi rasoterra del circa 0,23-0,30% mentre il resto, lo spread, lo paga il mutuando. Per coloro che hanno un mutuo a tasso fisso il sollievo è maggiore perchè lo stato si accolla il valore odierno di Irs di pari durata residua che oggi risulta pari a circa un 2,3-2,5% a seconda delle durate. Ma andiamo a vedere, con degli esempi, quanti interessi bisognerà pagare al termine della sospensione facendo riferimento ad un esempio comparso nel web.

Mario Rossi dopo 5 anni sospende per un anno il suo mutuo a tasso fisso del 5% con debito iniziale di 100 mila euro e durata ventennale. Il debito residuo, dopo 5 anni è di 83.455 euro. Il valore di Irs15aa odierno al momento della sospensione e che si accolla il Governo è pari al 2,49% quindi a Mario saranno imputati interessi per la differenza del tasso rimanente pari al 2,51%. Il calcolo da fare non è affatto complicato, basterà effettuare una percentuale semplice. Il tasso annuale applicato è 2,51% quindi per un anno di sospensione Mario dovrà corrispondere il 2,51% di 83.455 euro = 2.094 euro. Se Mario avese sospeso per 18 mesi, a quegli interessi si dovranno aggiungere i sei mesi extra ovvero la metà di quelli già calcolati; nel caso, gli interessi maturati sarebbero 3.141 euro.

Giovanni Bianchi invece è un mutuando a tasso variabile che ha lo stesso debito residuo di Mario, con un tasso del 1,73% dato da uno spread del 1,5 e da un euribor attuale del 0,23%. Lui pagherà interessi per un tasso pari essenzialmente al suo spread: 1,5%. In un anno accumulerà oneri di sospensione per circa 1.251 euro (1,5% di 83.445 euro), mentre se sospendesse per un anno e mezzo ne pagherebbe una metà in più ovvero 1.877.

Questo calcolo estremamente semplice non è stato sempre azzeccato. In alcun articoli che abbiamo avuto modo di leggere in questi giorni il calcolo risulta ben più complicato oltre che errato. Suddetto conteggio non tiene in debito conto che gli interessi (oneri di sospensione) vanno calcolati su un debito residuo (83.455 euro) costante e non decrescente come quando invece si continua a pagare il mutuo. Suddetto importo di debito residuo è “frizzato” al momento della sospensione e genera interessi mensili non “decrescenti” come quando si corrispondono le rate rispettando un piano di ammortamento che è invece, per il momento, accantonato, interrotto, sospeso.

Tornando a noi, questi calcoli dovrebbero farci riflettere di quanto sia importante ponderare attentamente la validità di una sospensione che ci si accinge richiedere dove a fronte di un sollievo momentaneo che la sospensione stessa ci regala. Al termine della stessa, ci si troverà comunque a pagare a caro prezzo alla banca il “servizio reso” e ad allungare il mutuo per la durata pari alla sospensione, al termine della quale, si dovranno comunque trovare risorse per il pagamento degli oneri che bisognerà avere la forza e la costanza comunque di accantonare.

La tabella sopra è il risultato di un excel dove il calcolo degli interessi di sospensione viene considerato mensile. L’utilizzo della tabella è estremamente semplice; avendo ad esempio sospeso per 10 mesi un mutuo con debito residuo di 80 mila euro al tasso scontato del 2%, gli oneri di sospensione saranno pari a 1.330 euro ovvero i 133 euro mensili della tabella moltiplicato 10 mensilità sospese. Per “entrare” nella corretta colonna del tasso ricordatevi di sottrarre il tasso euribor o Irs (rilevati al momento della sospensione) al vostro tasso di ammortamento.

Questi calcoli valgono per un concetto di sospensione dove la moratoria del governo gioca un ruolo fondamentale proprio perchè il fondo copre una parte degli interessi che il mutuando non dovrà comunque pagare. Altro discorso è la sospensione che la banca concede caso per caso senza passare per il fondo di garanzia che nasconde invece una formula di sospensione dove gli interessi sono totalmente a carico del mutuando. In questo caso i vantaggi economici della sospensione sono pari a zero e gli interessi che si pagherebbero sono addirittura maggiori di quelli che si sarebbero pagati se non si fosse sospeso il mutuo. (proprio perchè calcolati su un debito residuo “frizzato”, costante e non decrescente). Bisogna inoltre stare molto attenti; a volte la banca avvia una pratica di sospensione senza fare riferimento alla moratoria e accollandovi interessi per una sospensione senza sconti governativi. Ne parleremo in altro importante prossimo articolo.

Vi ricordo un importante nostro articolo che vi consigiamo di leggere se volete evitare di regalare i vostri soldi: http://aiutomutuo.finanza.com/2013/09/18/sospensione-mutui-attenzione-al-calcolo-degli-interessi/

buona lettura.

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