Abi: nessuna traccia di ripresa e tassi in aumento sui mutui

Scritto il alle 15:19 da [email protected]

Neanche Abi riesce registrare tracce di ripresa di mutui e finanziamenti.

Secondo quanto riporta l’ultimo Outlook mensile di Abi pubblicato oggi, a seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità sul credito in Italia è ulteriormente cresciuta ed il 6,5% dei prestiti alle famiglie sono in sofferenza contro il 2,9% che si registrava nel periodo pre crisi. Le famiglie in difficoltà con le scadenze di mutui e prestiti è più che raddoppiata.

E’ importante notare come, nonostante Crif registri aumenti il numero di domande di mutuo da diversi mesi a questa parte, non aumentano le erogazioni; anzi diminuiscono. A dicembre infatti, la dinamica dei finanziamenti per l’acquisto di immobili è risultata pari a -1,1% come anche in novembre ( -0,6% a dicembre 2012). Senz’altro ci aspettavamo qualcosa di meglio; si poteva supporre che l’aumento delle domande di mutuo si tramutassero in maggiori erogazioni ma non è stato così. Forse c’è da chiedersi se questi nostri articoli [1] [2] [3] abbiano effettivamente colto il segno di come si può spiegare la rottura di quel filo che legava aumenti di domande con aumenti di credito.

Leggermente aumentato il tasso medio con cui le famiglie finanziano l’acquisto di una casa. Rispetto al mese di dicembre quando si registrava un 3,42%, a gennaio sale al 3,54%. Nessuna traccia quindi, almeno per ora, di alcun tipo di inizio di processo di ripresa, ripresina o miglioramento delle condizioni economiche imposte sui mutui; le banche non hanno ancora intenzione di abbassare gli spread dei prodotti mutuo di mercato, un margine di guadagno, che negli attuali prodotti mutuo non è mai inferiore al 2,5%.

Per quanto lo si legga e rilegga, l’outlook di oggi non ci evidenzia nessuna traccia di possibile luce in fondo al tunnel. Nessuna nota positiva da registrare per un mercato dei mutui dove aumenta sempre più lo scollamento tra la domanda e l’offerta, si inaspriscono ulteriormente i criteri di concessione, non si allentano gli spread contrattuali proposti sugli attuali prodotti mutuo, aumentano le sofferenze delle famiglie indebitate, perdono sempre più valore le abitazioni a garanzia del credito, cala la raccolta bancaria con cui le banche si finanziano, ecc..

Anche questo ultimo rapporto di Abi, non lascia scampo ad illusioni ed ottimismi. Quando riusciremo a cogliere un minimo barlume serio di “ripresa” saremo i primi ad annuncialo e.. con estremo piacere.

Massimo

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