Mutui: il crollo dell’importo medio erogato

Scritto il alle 14:49 da [email protected]

Quale fattore ha influito maggiormente sul calo degli importi medi dei mutui erogati?

Crisi economica? Crollo dei prezzi di acquisto delle case? “Credit crunch”?

Le famiglie hanno confermato anche per il 2013 un atteggiamento di sostanziale attesa riguardo alle intenzioni di acquisto di una casa posticipando a tempi migliori l’apertura del mutuo o l’acquisto di beni e servizi particolarmente onerosi dal punto di vista finanziario o non considerati strettamente indispensabili. Insieme alla perdita di fiducia nel sistema bancario nel suo complesso, l’atteggiamento attendista ha determinato una ormai scarsa propensione a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare le spese, producendo anche una riduzione importante degli importi medi richiesti e un allungamento dei tempi di ammortamento. Quando la scarsa clientela ancora disponibile all’indebitamento si avvicina in cassa a richiedere un mutuo, sono spesso le banche stesse a chiudere gli sportelli negando il finanziamento che ormai è divenuto appannaggio di “pochi ma buoni”. Il credit crunch italiano è divenuto una pietra tombale che pesa su ogni progetto e velleità familiari; alle banche ancora pesa il credito fin troppo facile erogato un tempo quando un mutuo non lo si negava a nessuno.

Oggi diversi fattori evidenziano un cambio di attegiamento bancario importante. Crif ci regala l’ennesima perla che conferma il cambio di passo che evidenzia il nuovo equilibrio: a livello nazionale l’importo medio dei crediti erogati sta drasticamente calando; i mutui ipotecari hanno registrato nel 2013 un importo medio più basso del 3,5 per cento rispetto al 2012. Una dinamica confermata anche per l’importo medio dei prestiti personali che ha subito una flessione del 3,8 per cento e per i prestiti finalizzati calati del 2,7 per cento.

Per ogni forma di credito il progressivo calo è evidenza della crisi economica in atto che avvolge da tempo le famiglie italiane; una crisi smorzata nei toni da tante belle “luci in fondo al tunnel” viste da molti ma in realtà per nulla ridimensionata e che denuncia come le famiglie rimangano ancora in attesa di un forte segnale di incoraggiamento all’indebitamento che ancora non si materializza. Il credit crunch non si è smosso di un centimetro e le banche permangono diffidenti più che mai. Il 2013 si era chiuso con segnali incoraggianti registrati negli ultimi mesi come quello della ripresa domanda di mutui ma nel complesso si è configurato come un anno di ulteriore crisi economica dove la stesa domanda, frantumatasi sotto la lente dell’elevata contrazione dei criteri di concessione bancari, non ha potuto materializzarsi in un aumento dei volumi erogati.

Il ridotto importo medio dei prestiti denunciato da Crif è evidenza di una diffusa necessità di risparmio familiari che ormai taglia drasticamente i consumi; un atteggiamento fortemente condizionato dal calo del reddito disponibile spesso critico a causa di una drammatica situazione del mercato del lavoro. Per quanto riguarda i mutui, come dimostra il grafico elaborato, si registra un costante calo dell’erogato medio sin dal 2010 spiegato dalla modificata attitudine bancaria a voler mutuare importi sempre meno elevati rispetto al costo di acquisto; il famoso LTV – loan to value. Molte banche, strette da plafond ormai risicati dedicati alle varie offerte di mutuo, negano LTV considerati elevati per erogare essenzialmente a coloro che si assumono il maggior onere economico di acquisto e che anticipano anche il 40 – 50% delle spese. L’elevata appetibilità di clientela a basso LTV è dimostrata dalla strategia bancaria di non negare l’incentivo a “mutuare di meno” con offerte di spread estremamente più vantaggiose di quelle dedicata ad importi di aquisto con percentuali più elevate. Oggi gli spread proposti per mutui a basso loan to value sono reperibili con spread scontati anche dello 0,5 – 0,8 per cento rispetto ai “normali” mutui al massimo importo finanziabile.

Il ridotto importo medio registrato da Crif ci evidenzia una ridimensionata velleità familiare dove la clientela appare inibita ed intimorita da un grosso punto interrogativo sul futuro economico. Anche il diffuso ed ormai conclamato crollo dei prezzi delle case segna una minor esigenza all’indebitamento; per portare a termine l’acquisto, l’importo di mutuo richiesto è certamente ridimensionato rispetto a pochi anni fa.

Il calo degli erogati medi rappresenta infine anche l’indubbia ennesima conferma di un credit crunch che non demorde e che taglia drasticamente le ambizioni di acquisto ad alti loan to value.

Il muro di gomma eretto dal sistema bancario odierno verso il quale si infrangono le domande di mutuo che necessitano di una importante fetta di finanziamento per l’acquisto (alti LTV) è l’elemento che riduce drasticamente il dato degli importi medi dei mutui erogati rilevati da Crif in questi ultimi anni. E’ senza dubbio questo il fattore più determinante.

Come parziale eccezione a quanto detto, in un prossimo articolo riporteremo i dati relativi ad alcune città italiane dove il processo di riduzione dell’importo medio erogato sui mutui, in certi casi, addirittura aumenta lasciando presupporre la resistenza di alcuni fattori che ancora sostengono un elevato livello di potenzialità all’indebitamento.

Impoverimento? – Il crollo costante degli importi medi erogati sul credito può essere certamente visto quindi anche come fenomeno che denuncia l’impoverimento in atto delle famiglie. Assistere ad un “credito medio” sempre meno sostanzioso significa e sottolinea, senza alcun dubbio, il drastico ridimensionamento del risparmio delle famiglie, che quando per necessità si avvicinano all’acquisto di una casa non azzardano più come una volta scegliendo di accontentarsi e limitarsi ad un passo non più lungo della propria gamba, dove fortunatamente, il crollo dei prezzi immobilari di questi ultimi anni aiuta non poco.  Eppure nel 2010 eravamo tra i più “ricchi possessori” dei paesi civilizzati (ricchezza netta) con un valore superiore a otto volte il reddito disponibile, seguiti a breve distanza dalle famiglie del Regno Unito, Francia e Giappone. Germania e Stati Uniti. Per quanto ancora? In quanto tempo riusciremo ad impoverirci per ribaltare quel grafico?

Indicazioni metodologiche Crif: l’importo medio erogato risulta dal rapporto tra l’importo complessivo finanziato nell’anno di riferimento e il numero di pratiche.

Massimo

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