Mutui: una qualche goccia di credito

Scritto il alle 14:00 da [email protected]

 

Le banche riaprono i rubinetti sui mutui.. ma di quanto? 

Continua il trend di miglioramento nel settore mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni; secondo quanto riporta bankitalia nella sua ultima indagine sul credito appena pubblicata, aumenta la percentuale di banche che riportano un diffuso allentamento dei criteri di concessione per i mutui alla clientela dimostrandosi meno esigenti e selettive rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In sintesi, secondo quanto riportato nel resoconto del questionario trimestrale al quale vengono sottoposte, le banche si definiscono “meno rigide” nel concedere un mutuo sorvolando maggiormente su garanzie e solvibilità della clientela di quanto invece lo fossero fino a metà del 2013.

E’ noto come, sin dal lontano 2008, lo spettro della crisi economica abbia “intimorito” le banche nel concedere mutui non più suffragati da più che comprovate garanzie adottando criteri più selettivi nei confronti della clientela caratterizzata da maggiore rischiosità; ebbene, ormai da tre trimestri a questa parte qualcosa sta cambiando. Cerchiamo però di capire “quanto” stia effettivamente cambiando quantificando in qualche modo l’entità dell’attuale allentamento.

Rispetto al passato, le banche oggi rispondono al questionario dichiarandosi disposte ad elargire mutui con maggior scioltezza e di aver allentato la stretta sul credito in generale. La percentuale netta delle banche che di fatto afferma di aver ridotto la propria rigidità nella concessione di mutui per l’acquisto di abitazioni sale al 50% rispetto al 25% del trimestre precedente e al 12% del semestre scorso.

Il grafico riporta lo storico dei risultati trimestrali del questionario dove la banca interrogata deve rispondere alla specifica domanda di come e se la banca stessa, nell’ultimo trimestre, abbia mutuato o meno i criteri applicati per l’approvazione di mutui per l’acquisto di abitazioni a favore delle famiglie. Il risultato che ne esce è una “percentuale nettaricavata con una semplice differenza tra le risposte che esprimono “allentamento e quelle che esprimono “inasprimento“. Dal grafico si evince come ultimamente le banche, in questi ultimi tre trimestri rappresentati, si stiano pronunciando per un generale e consistente allentamento (verde) del credit crunch rispetto al periodo 2008-2013 quando invece dichiaravano di inasprirlo fortemente (rosso).

Però attenzione.. sembrerebbe proprio che questa ondata di “buonismo” bancario sia già nella sua fase conclusiva. Per il prossimo trimestre infatti, nello stesso questionario, la media delle banche risponde di non aver intenzione di voler allentare ulteriormente la propria rigidità. In sintesi, le banche intervistate non prevedono di riaprire i rubinetti del credito più di quel poco che hanno voluto riaprire in questi ultimi trimestri e se ci fate caso, siamo ancora molto lontani dal “grado di apertura” di pre 2008.

L’esempio del rubinetto – Per capire il grafico ed il significato della “percentuale netta” rappresentata con cui si esprimono le banche intervistate nel report bankitalia, basta infatti immaginare il famoso “rubinetto” che più si apre e più esprime la “facilità” con cui le banche concedono credito (nel nostro caso specifico – mutui); più si chiude e maggiore sarà la rigidità bancaria con cui il cliente si deve confrontare per ottenere lo stesso mutuo a parità di garanzie e condizioni. Ebbene per comprendere il livello di rigidità bancaria a cui siamo giunti rispetto a qualche anno fa basta immaginare che ad ogni risultato trimestrale di percentuale netta di irrigidimento il rubinetto è stato “stretto” (“percentuale netta positiva” rappresentata dalle barre rosse del grafico) ed è stato invece “allentato” nel caso di “percentuale netta negativa” (barre verdi). Si immagini inoltre che l’entità della percentuale netta registrata in ogni trimestre determina un certo numero di “giri” in apertura o in chiusura che viene dato al rubinetto del credito dalle banche. Risulta ad esempio particolarmente eclatante la forte stretta che è stata data al rubinetto del credito come documentato nel report del primo trimestre del 2012 quando la quasi totalità delle banche (percentuale netta del 87,5%) riconosceva di aver dovuto irrigidire fortemente i criteri di concessione sui mutui.

Osservando il grafico si riesce inoltre a farsi una idea di come le ultime aperture di credito di questi ultimi tre trimestri si siano verificate dopo che in passato lo stesso credit crunch sia stato continuamente inasprito per quasi 5 anni sin dal 2008. Solo grazie a questo immaginario e curioso esempio che utilizza l’ipotetico “rubinetto del credito” si riesce veramente a comprendere il grado di chiusura su cui è ancora posizionato il credit crunch bancario attuale. I pochi giri di apertura dati dalle banche al rubinetto in questi ultimi trimestri non sono certamente stati sufficienti a recuperare le continue “strette” degli anni scorsi ed il livello di apertura attuale è ancora tremendamente lontano dal grado di apertura che si aveva nel periodo pre-crisi. In sintesi, il credito che esce dal rubinetto oggigiorno è di una “portata” tipica di un contagoccie. In sintesi, come la stessa bankitalia afferma “..si attenua la contrazione del credito ma le condizioni di accesso per famiglie ed imprese rimangono comunque restrittive“.

Solo se si interpreta a modo i risultati dell’indagine di bankitalia tenendo anche ben presente l’intero trend storico dei dati si riesce effettivamente a capire il senso degli stessi. Ecco come si spiega l’attuale persistente rigidità bancaria; credere che finalmente il credito “riparte” e soprattutto dire che finalmente si riaprono i rubinetti sui mutui è la solita esasperzione giornalistica tipica di chi vuole vedere sempre le solite luci in fondo al tunnel anche quando non ci sono. I giri da dare al rubinetto sarebbero ancora tanti e una rondine non fa primavera.

Massimo

aiutomutuo. [email protected]

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