Sintomi di concorrenza bancaria nel mercato dei mutui

 

 

 

 

 

 

 

Gli spread sui mutui si sono leggermente ridotti… 

E’ ormai evidente come negli ultimi mesi si siano riscontrati alcuni segnali positivi sul mercato dei mutui: la domanda da parte delle famiglie riprende a crescere e le banche, visto il costante ridimensionamento dei rendimenti sui titoli di stato, sembrano rivolgere maggiore attenzione verso i mutui come forma di profitto; per certi versi sembrerebbe proprio che stiano gradualmente riguadagnando interesse per il credito alle famiglie. Il livello di riapertura dei rubinetti è ancora lontano da quello che si registrava nel periodo pre-crisi ma senza dubbio il processo è stato timidamente avviato. La minima riapertura del credito in quantità e qualità che stiamo registrando in questi ultimi due mesi riassume in realtà una forzata esigenza bancaria e non tanto una ripresa della fiducia nella clientela e nell’economia in genere. Le banche rivolgono maggiore attenzione alle famiglie elargendo con maggior disinvoltura mutui per il semplice fatto che il credito ipotecario, rispetto ad altre forme di investimento finora utilizzate, riprende ad essere una forma di “investimento” bancario maggiormente remunerativo che in passato [link].

In tutto ciò, nell’enfasi di accaparrarsi la clientela “migliore”, le banche hanno avviato una politica di riduzione dei margini di guadagno sui nuovi mutui offrendo prodotti più vantaggiosi dando luogo ad un rinnovato mercato dei mutui all’insegna di una maggior concorrenza bancaria. Le migliori offerte di mutui online a tasso variabile hanno segnato una riduzione di 20 – 30 punti base da inizio anno con spread che non si vedevano da anni. Addirittura le banche, nell’intento di pescare una clientela maggiormente “appetibile” si espongono ad offerte decisamente coraggiose proponendo alla migliori spread anche dell’ordine del 2,10% per mutui che finanzino una ridotta percentuale dell’acquisto. Anche a livello di mutui surroga le offerte del mercato di oggi sono migliorate nell’intento di attirare e sottrarre appetibile clientela alle altre; una strategia che vale per molte banche attive sul mercato.

Tutto questo è documentato nell’ultimo “sondaggio sul credito bancario” di bankitalia che evidenzia un certo allentamento dei criteri di concessione [link] collegato ad un miglioramento della qualità del credito stimolato da un aumento del livello di concorrenza bancaria che si è venuto a creare negli ultimi mesi.

Il grafico sopra è l’elaborazione riguardo ai livelli di concorrenza dichiarato dalle banche dal 2008 ad oggi. La barra verde, quando è rappresentata maggiore di zero, indica che nel trimestre rappresentato, le banche intervistate nel questionario bankitalia, hanno risposto di aver rilevato un certo grado di concorrenza. La scala ci da l’ordine di grandezza percentuale dell’intensità della concorrenza in atto; nell’ultimo trimestre analizzato, il 50% delle banche rileva appunto concorrenza nel mercato dei mutui.

Dove c’è concorrenza c’è il conseguente abbattimento dei “prezzi”, che nel caso dei mutui sono i costi ad essi associati quali il margine di guadagno imposto contrattualmente, lo “spread”, e le spese di gestione e accensione del mutuo. Ecco che nel grafico sopra vengono rappresentati i picchi di “irrigidimento” o “allentamento” del costo dei mutui così come rilevato e dichiarato dalle banche nell’indagine. Nell’ultimo trimestre rilevato, il 60% delle banche dichiara di aver corretto al ribasso il costo dei loro prodotti mutuo venduti alla clientela; in sintesi certificano l’abbassamento degli spread e taeg sui nuovi mutui elargiti negli ultimi due trimestri.

Staremo a vedere se questo flebile accenno di concorrenza bancaria registrata in questi ultimi mesi si consoliderà nel prossimo futuro apportando ulteriori riduzioni degli spread di mercato. Con un prossimo articolo varrà la pena provare a spiegare le ragioni del mio personale scetticismo.

Massimo

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