Osservatorio Mutui: é finita l’era del debito

Scritto il alle 10:40 da sylvestro

Nel corso del primo trimestre del corrente anno c’era stato un diffuso vocìo mediatico su una fantomatica ripresa dei finanziamenti che avrebbe dovuto fermare il precedente trend al ribasso in atto ormai da diversi anni. Si era parlato di crescita della domanda (Crif, MutuiSupermarket e MutuiOnline), di allentamento nei criteri di concessione del credito da parte delle banche (Banca d’Italia), di sostegno esterno ai mercato mutui con il doppio ruolo di Cassa Depositi e Prestiti in qualità di compratore di cartolarizzazioni tossiche e finanziatore di nuovi contratti a condizioni agevolate (il cosidetto Plafond Casa, tanto incensato dal ministro Lupi quanto disatteso dagli istituti di credito ed ora sparito da radar). C’è stata e c’è tuttora una discreta offerta dal punto di vista dei tassi, raramente così mediamente bassi nel corso della storia italiana degli ultimi decenni. Tutte condizioni che messe insieme non potevano e non dovevano non funzionare ai fini della ripresa del settore.

E invece … e invece no. Banca d’Italia nel suo ultimo supplemento al Bollettino Statistico pubblicato il 9 maggio non lascia spazio a dubbi: anche nel 2014 prosegue l’andamento discendente dei prestiti in generale ivi compreso per l’acquisto di abitazioni. Nel grafico che segue si può notare come anche il primo trimestre si collochi decisamente in territorio negativo.

Niente di nuovo sotto il sole; é evidente che nonostate alcuni sforzi propagandistici e un po di impegno ad agevolare il settore oggi non esistono condizioni di mercato per le quali ci si può ragionevolmente attendere una qualche forma di ripresa nel mercato dei mutui residenziali e di riflesso nel mercato immobiliare. Questo ennesimo tonfo dimostra, semmai ce ne fosse stato bisogno, che le cause del declino vanno cercate altrove e fintantochè si proporranno spiegazioni sbagliate alla crisi si adotteranno soluzioni inutili o dannose.

Ma vediamo in dettaglio quale sia l’andamento del comparto e come si traduca in numeri la rilevazione mese per mese. Nell’immagine che segue risalta inequivocabilmente che non c’é stato nemmeno un momento di pausa in questa fase discendente, nonostante tutti i tipi di puntellamento mediatico e finanziario si è passati dai 366 miliardi del 2011 ai 359 miliardi di marzo 2014 con una incredibile costante progressione discendente che non accenna a cambiare.

Perdura dunque lo sgonfiamento del totale dei debiti (e dei crediti) stipulati nel settore immobiliare e, nonostante questo continua la crescita delle sofferenze (se pur con minore intensità), sintomo evidente che negli anni della bolla immobiliare si era esagerato oltremodo a concedere mutui per cifre spropositate a troppi elementi non in grado di onorare l’impegno.

Forse la lezione è stata imparata nel senso che l’attuale disponibilità delle banche a concedere nuovi mutui é comunque governata da un principio di prudenza che limita mediamente il Loan to Value fino al 60% e solo a soggetti che possano offrire solide garanzie.

Alla luce di questi pochi e semplici dati è difficile negare che continua la fuga dal mutuo il che lascia presagire che potrebbe essere veramente finita l’era del debito e cominciata quella del risparmio, similmente a quanto già avvenuto in quel non lontano passato che aveva portato i nostri nonni e genitori a fare grande l’Italia con impegno, pazienza e spirito di sacrificio senza anticipare con scorciatoie finanziarie il godimenti di beni che devono essere guadagnati con il frutto maturo del proprio lavoro.

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5 commenti Commenta
kry
Scritto il 11 maggio 2014 at 23:04

Già peccato che il risparmio altro non sarà che il nuovo bancomat per la casta politica.

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Scritto il 12 maggio 2014 at 08:19

Già peccato che il risparmio altro non sarà che il nuovo bancomat per la casta politica.

Capisco ed in grande parte condivido, tuttavia penso che sia preferibile avere soldi da poter risparmiare, investire, spendere, sperperare o “farsi rubare” piuttosto che essere costretti a ricorrere al debito.

Inoltre c’è da dire che FINORA, il bancomat per la casta sui risparmi si è concentrato soprattutto nelle percentuali degli interessi e non sul capitale ed è una diffirenza di non poco conto.

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kry
Scritto il 13 maggio 2014 at 10:13

Inoltre c’è da dire che FINORA, il bancomat per la casta sui risparmi si è concentrato soprattutto nelle percentuali degli interessi e non sul capitale ed è una diffirenza di non poco conto.

Io penso che una nuova tassa (o inasprimento di quelle attuali ) vada ad attaccare il capitale ( volutamente scritto attaccare non intaccare) Ciao.

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Scritto il 13 maggio 2014 at 11:50

Io penso che una nuova tassa (o inasprimento di quelle attuali ) vada ad attaccare il capitale ( volutamente scritto attaccare non intaccare) Ciao.

Non lo escludo ma faccio presente che sono anni che viene ventilata l’ipotesi e finora si è rivelata solo fuffa elettorale.

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kry
Scritto il 13 maggio 2014 at 13:18

Non lo escludo ma faccio presente che sono anni che viene ventilata l’ipotesi e finora si è rivelata solo fuffa elettorale.

E speriam che fuffa resti …… speriam. :-)

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