Le ristrutturazioni rilanciano il settore edile, occupazione in crescita…sarà vero?

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Un paio di settimane fa, più precisamente il 6 maggio, il ministro Lupi (sempre lui) pubblicava sul suo blog la notizia: “Gli Italiani tornano a comprare casa, ottimo segnale” nel quale, oltre a dichiarare un aumento delle erogazioni dei mutui pari al 9,3% nel primo trimestre del 2014 (notizia che abbiamo già commentato in altri articoli), citava i dati relativi agli investimenti fatti dalle famiglie italiane grazie ai bonus fiscali del 50% e del 65% sulle ristrutturazioni e sulla riqualificazione energetica.

La notizia come riportata sul blog recitava: “..grazie ai bonus fiscali del 50% e del 65% hanno visto investimenti delle famiglie per 28 miliardi di euro nel 2013 con una ricaduta occupazionale di circa 230.000 unità, e una impennata dei lavori nei primi due mesi del 2014 di + 54% rispetto a gennaio e febbraio del 2013, forse abbiamo imboccato la strada giusta: un fisco che aiuta lo sviluppo e un’azione di sostegno all’erogazione di mutui per le famiglie che rimette in moto il mercato”.

A leggerla così sembrerebbe un’ottima notizia se non si scontrasse con i dati sull’occupazione pubblicati dall’ ISTAT sul suo bollettino trimestrale a gennaio 2014, dove al contrario risulta chiara l’emorragia di posti di lavoro nel settore delle costruzioni, che nel quarto trimestre del 2013 scendono del 5-6%, con una perdita netta di 96mila occupati, mentre il dato annuale registra una diminuzione pari a 163mila unità.

Inoltre è bene chiarire che i bonus fiscali sulle ristrutturazioni esistono dal 1998 e quelli sul risparmio energetico dal 2007 e non sono certo un’invenzione del ministro Lupi, come non è opera sua l’aumento delle percentuali detraibili dal 36% al 50% per le ristrutturazioni e dal 55 al 65% per le riqualificazioni energetiche avvenuto a giugno 2012 per opera dell’allora ministro Corrado Passera e che hanno portato all’incremento degli investimenti del quale il ministro Lupi va tanto fiero. Come direbbe una famosa pubblicità: “Ti piace vincere facile?”

L’ incremento degli investimenti nel 2013  tenendo conto degli investimenti 2012 risulta essere 27,3 mld 2013 – 19,2 mld 2012 = 8,1 mld in più rispetto all’anno precedente dato facilmente giustificabile dal fatto che, nel 2013 per la prima volta le percentuali di detrazione sono state al massimo livello per tutti i 12 mesi dell’anno e per entrambi i bonus, inoltre fino a dicembre 2013 la legge prevedeva drastica riduzione al 36% sia per i bonus ristrutturazioni che per quelli per la riqualificazione già a giugno 2014. Questo ha fatto si che chi aveva intenzione di investire abbia accelerato i tempi ed abbia cercato di chiudere i lavori entro dicembre 2013, sia per mettersi al riparo da eventuali decisioni del governo prese all’ultimo minuto, come ormai ci hanno abituato i nostri politici, sia per poter iniziare ad usufruire delle detrazioni già nel 2014. Quindi l’aumento degli investimenti del 2013 “incassati” da questo governo, che ha oltretutto solo “raccolto” un risultato “seminato” dai governi precedenti,  è di 8 miliardi e non per 28 come lo stesso autocompiacente ministro propaganda.

E’ “interessante” (ma non ci meraviglia affatto) vedere inoltre come il ministro,  pur di incentivare la propaganda governativa ed elettorale, approssimi a 28 quei miliardi invece che approssimarli a 27 visto che il dato effettivo del Cresme è 27,2.

Il Ministro è senz’altro abile con le parole, comunicando solo dati positivi ed omettendo di dire che, nonostante gli sforzi, il settore è ancora profondamente in crisi, fa sembrare che il settore edile sia in piena ripresa quando invece è ancora impegnato a tentare di frenare la caduta libera iniziata ormai diversi anni fa. I bonus fiscali non hanno creato nuovi posti di lavoro, bensì hanno evitato che il numero dei disoccupati nel settore edile nel 2013 salisse a 393.000 unità anzichè 163.000 rilevati dall’Istat .

Ma da dove ricava questi numeri il ministro? I dati sono il risultato di una ricerca del Cresme che si può scaricare direttamente dal sito della camera (link), il documento è datato 26 novembre 2013 e di conseguenza i dati presi in esame sono quelli riferiti ai primi tre trimestri del 2013, mentre per l’ultimo trimestre i dati sono stati solo stimati, è per questo che nelle tabelle relative agli investimenti troverete delle disparità rispetto ai dati comunicati dal ministro Lupi, che invece ha utilizzato i dati definitivi comprensivi dell’ultimo trimestre 2013.

Sul documento però oltre ai dati che potrebbero sembrare positivi, a pagina 23 si legge:” Va, comunque, segnalato che la forte crescita registrata dalla attività dichiarata – sulla base dei bonifici pervenuti – non è confermata da altri indicatori che descrivono il mercato delle costruzioni e quello della riqualificazione in particolare. Si segnalano a questo fine i dati sull’occupazione settoriale dell’ISTAT, che evidenziano una significativa flessione dell’occupazione nelle costruzioni nel 2013.

Quindi il ministro, se ha letto il documento, non può essere all’oscuro sui dati sull’occupazione nè può ignorare il continuo calo delle compravendite residenziali come peraltro segnalato a pag.34:

Va, infine, considerato che secondo i dati OMI – Agenzia delle Entrate, il 2013, dopo che il 2012 si era chiuso con una calo delle compravendite residenziali del 25%, ha registrato un ulteriore significativo calo delle compravendite residenziali, anche se in riduzione rispetto al 2012: il primo trimestre si è chiuso con un calo del 14,1%, il secondo con un calo del 9,2% e il terzo con un calo del 6%

Quindi il ministro è perfettamente al corrente della situazione ma nonostante tutto continua a sbandierare dati eclatanti su una fantomatica quanto inesistente ripresa del settore edile.

I dati sull’occupazione segnalati dalla ricerca del Cresme, vengono ricavati stimando che ogni 100.482 euro di investimento si crei un posto di lavoro per un’anno, questo calcolo viene fatto tenendo conto di tutta una serie di parametri che vi risparmio ma che se volete approfondire trovate nel rapporto del cresme, quindi per sviluppare 23 miliardi di euro di investimenti nel settore edile si stima che servano 228.896 addetti che arrotondati per eccesso diventano i 230.000 dichiarati dal ministro.

Quindi gli unici dati certi in mano al ministro sono quelli sugli investimenti che sono ricavati dai dati forniti dalle banche e dagli uffici postali visto che per poter accedere ai bonus fiscali bisogna effettuare dei bonifici su modelli specifici, e quelli sulla disoccupazione del settore edile che oltre essere stati segnalati nella ricerca del Cresme sono anche facilmente reperibili sul sito dell’Istat. Mi chiedo, sulla base di questi dati inconfutabili come fa il ministro a scrivere un articolo come quello pubblicato sul suo blog ed a sostenere la sua tesi su fior fiore di testate giornalistiche? Inoltre sarebbe utile che il ministro iniziasse a preoccuparsi di cosa accadrà nel 2016, quando i bonus fiscali scenderanno entrambi al 36% e non è difficile immaginare che gli investimenti nel settore edile subiranno una pesante ricaduta con le relative conseguenze nel settore occupazionale. Ma questo probabilmente, vista la durata media dei governi in Italia,  a lui non interessa.

Niente di personale contro il ministro Lupi, solo che per sua sfortuna si occupa di un settore che mi interessa personalmente ed io non sopporto le mezze verità soprattutto quando sono dette per cercare di stravolgere la verità, sono stufo di sentire proclami su una ripresa che non c’è e di vedere comunque i vari ministri più impegnati a mantenere la poltrona che a cercare di risolvere concretamente i problemi dei cittadini.

Roberto

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