Osservatorio Mutui: è finita l’era del debito II

Scritto il alle 18:30 da sylvestro

Puntuale come il tuono dopo il fulmine è arrivata la conferma da Banca d’Italia che quanto ipotizzato nel nostro precedente articolo con lo stesso titolo (vedi Osservatorio Mutui: è finita l’era del debito) non si trattava di una previsione esagerata ma di una facile profezia.

Nel suo ultimo documento (vedi link) Supplementi al Bollettino Statistico pubblicato il 9 giugno vengono confermate almeno due inequivocabili tendenze: da un lato prosegue la caduta verticale del montante dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni, dall’altro si gonfia sempre più la nuova bolla delle sofferenze.

Come si può apprezzare dall’immagine che segue, tutte le forme di prestito mantengono un trend negativo (valori sulla scala di destra inferiori a zero), segno che i problemi conseguenti alla crisi sono tutt’altro che risolti e che, nonostante i tassi bassissimi (e notizia di pochi giorni fa che Mario Draghi ha portato il tasso ufficiale di sconto al minimo storico assoluto dello 0,15%) e spread calanti, diminuisce sempre di più la tendenza ad fornire credito.

Quindi se da un lato viene sciorinata nelle dichiarazioni ufficiali una neonata volontà a far ripartire i finanziamenti con appositi provvedimenti ed accordi tra i vari attori presenti sul mercato a sostegno del settore edile ed immobiliare nella realtà dei fatti a consuntivo si continua a registrare un progressivo abbandono del comparto.

In particolare il montante dei mutui in essere concessi alle famiglie per l’acquisto di abitazioni proseguono in un calo che sembra senza fine in linea con i mesi precedenti dai 359,244 miliardi di euro di marzo ai 359,043 miliardi di euro di aprile.

Ed il tutto tenuto conto che il lieve incremento di nuovi mutui erogati registrato nei primi tre mesi dell’anno sono comprensivi di una quota sempre maggiore di surroghe e sostituzioni in virtù del calo di tassi e spread che rende conveniente la rinegoziazione.

C’è, invero, un piccolo incremento nei prestiti a brevissimo termine (fino ad un anno), segno forse che ormai ci si indebita (o si presta) solo per piccole cifre e per il minimo del tempo.

Ed a poco servono le dichiarazioni di conforto per una “diminuzione della tendenza del peggioramento” se, come dovrebbe essere ovvio, le diminuzioni di un montante di finanziamenti saranno sempre più inferiori in valore assoluto, e la crescita di un parco sofferenze sarà sempre più inferiore in valore relativo. Due esempi classici di arrampicatura sugli specchi che lascia il tempo che trova.

In fin dei conti tutti, dall’investitore istituzionale a quello estero, dall’agenzia di rating all’uomo comune, fanno poca fatica a leggere dei crudi dati negativi in serie ed a trarre le proprie conclusioni, anche alla luce dell’evolversi della crisi e dell’impatto delle sue conseguenze. Come mostrato nella seguente tavola 2.6, le sofferenze marciano a passo di carica e non è difficile pronosticare un raddoppio dai valori del 2010-2011 nei prossimi due anni soprattutto se si tiene conto che i primi anni di crisi per le famiglie era stato possibile aggrapparsi a qualche ciambella di salvataggio sospendendo i mutui mentre adesso, finiti i pochi aiuti, arriva la resa dei conti per tutti coloro che avevano osato indebitarsi per cifre spropositate su case a prezzi altissimi da bolla immobiliare.

Un ben triste epilogo per il fu bene rifugio che si trova ad assurgere agli onori della cronaca attuale e prossima come foriero di disgrazia per quanti non hanno saputo interpretare gli evidenti segnali di fine ciclo affrettandosi a comprare in tempi sbagliati.

Risorse preziose sottratte all’economia reale, sia macro che micro, in nome di un investimento ormai fallimentare che sta trascinando con se le fortune di tante famiglie che non hanno saputo resistere alla illusione di un arricchimento facile o di un acquisto “dovuto” per luoghi comuni ormai evidentemente desueti.

Si conferma esaurita l’era del debito, torna a farsi largo l’era del risparmio; suggerisco di restare spettatori della fuga dal mutuo nei prossimi trimestri e di proteggere il frutto dei propri sacrifici o di impiegarli altrove, la ripresa del mattone non si scorge all’orizzonte.

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11 commenti Commenta
luca.parisotto
Scritto il 11 giugno 2014 at 10:58

Quadro ben documentato e drammaticamente realistico. I numeri corrispondono alle sensazioni empiriche degli operatori del mercato.

Il rinnovato interesse delle banche per i mutui non sembra sufficiente a smuovere la latitanza di quella frazione di Paese che tutto sommato la crisi non la sta vivendo per effetto di redditi che non hanno mutato entità e certezza di continuità.

Da una parte stupisce con gli attuali prezzi di svendita degli immobili, ma trova giustificazione nei timori di un’ulteriore svalutazione.

Ad ogni buon conto, pur condividendo le conclusioni del vostro articolo non credo che l’investimento immobiliare sia definitivamente tramontato. Anzi, mi aspetto un ritorno alla corsa al mattone.

Non sarà certamente a breve. Bisognerà attendere segnali concretamente positivi dall’economia, tali da ampliare la platea dei soggetti finanziabili e da indurre un recupero dei valori immobiliari.

Tuttavia l’inclinazione speculativa dei singoli resta molto forte e può generare fenomeni imponenti. Certo la prossima volta risulteranno purgati dall’avidità di un fisco temibilmente ingordo – quindi inutile attendersi i fasti del glorioso passato – ma mi sento di profetizzare che “il mattone tornerà”.

Luca Parisotto
Amministratore
TeleMutuo S.p.A.

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Scritto il 11 giugno 2014 at 12:20

Quadro ben documentato e drammaticamente realistico. I numeri corrispondono alle sensazioni empiriche degli operatori del mercato.

Il rinnovato interesse delle banche per i mutui non sembra sufficiente a smuovere la latitanza di quella frazione di Paese che tutto sommato la crisi non la sta vivendo per effetto di redditi che non hanno mutato entità e certezza di continuità.

Da una parte stupisce con gli attuali prezzi di svendita degli immobili, ma trova giustificazione nei timori di un’ulteriore svalutazione.

Ad ogni buon conto, pur condividendo le conclusioni del vostro articolo non credo che l’investimento immobiliare sia definitivamente tramontato. Anzi, mi aspetto un ritorno alla corsa al mattone.

Non sarà certamente a breve. Bisognerà attendere segnali concretamente positivi dall’economia, tali da ampliare la platea dei soggetti finanziabili e da indurre un recupero dei valori immobiliari.

Tuttavia l’inclinazione speculativa dei singoli resta molto forte e può generare fenomeni imponenti. Certo la prossima volta risulteranno purgati dall’avidità di un fisco temibilmente ingordo – quindi inutile attendersi i fasti del glorioso passato – ma mi sento di profetizzare che “il mattone tornerà”.

Luca Parisotto
Amministratore
TeleMutuo S.p.A.

Grazie per l’intervento, Luca :-)

Credo che siamo sostanzialmente d’accordo, anch’io come molti aspetto un ritorno del mattone solo non ne scorgo ancora i segnali e dubito che si tratterà di una … “corsa” per i motivi che anche tu hai accennato.

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kry
Scritto il 11 giugno 2014 at 22:59

L’età media della popolazione italiana è 44 anni in ulteriore crescita. Sotto i 25 anni mi sembra che la disoccupazione sia superiore al 40% con posti di lavoro precari o stipendi deflazionati ormai sotto i 1000€. Io vedo una corsa al mattone nel momento in cui finiscono mazze e bastoni.

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Scritto il 12 giugno 2014 at 08:42

L’età media della popolazione italiana è 44 anni in ulteriore crescita. Sotto i 25 anni mi sembra che la disoccupazione sia superiore al 40% con posti di lavoro precari o stipendi deflazionati ormai sotto i 1000€. Io vedo una corsa al mattone nel momento in cui finiscono mazze e bastoni.

La disoccupazione sotto i 25 anni è meno indicativa di quel che sembra, deriva soprattutto dall’abbandono delle università a causa dei costi alti e della inefficienza della laurea. Fino a 10 anni fa un ragazzo o una ragazza di 23 anni si potevano concedere il lusso di fare i fuori corso a spese della famiglia, oggi con genitori disoccupati, cassaintegrati ed esodati sono obbligati a cercare lavoro.

La disoccupazione che conta, secondo me, è quella sopra i 25 anni.

La faccenda dei bastoni la sento dire da molto tempo però non mi pare di aver assistito a manifestazioni di piazza violente (ovviamente mi riferisco all’italia). Evidentemente e per fortuna, la situazione è si grave ma non diffusamente drammatica come scrivono alcuni. Almeno finora.

Ciao Kry.

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kry
Scritto il 12 giugno 2014 at 09:15

La disoccupazione sotto i 25 anni è meno indicativa di quel che sembra, deriva soprattutto dall’abbandono delle università a causa dei costi alti e della inefficienza della laurea. Fino a 10 anni fa un ragazzo o una ragazza di 23 anni si potevano concedere il lusso di fare i fuori corso a spese della famiglia, oggi con genitori disoccupati, cassaintegrati ed esodati sono obbligati a cercare lavoro.

La disoccupazione che conta, secondo me, è quella sopra i 25 anni.

La faccenda dei bastoni la sento dire da molto tempo però non mi pare di aver assistito a manifestazioni di piazza violente (ovviamente mi riferisco all’italia). Evidentemente e per fortuna, la situazione è si grave ma non diffusamente drammatica come scrivono alcuni. Almeno finora.

Ciao Kry.

Ciao Sylvestro, ho scritto bastoni in forma ironica per riallacciarmi all’uso ” straordinario ” che si potrebbe fare del ” mattone “. Per me invece influirà molto ciò di cui hai scritto per la gioventù sotto i 25 anni perchè senza laurea il lavoro ( se ci sarà ) è meno remunerativo e di conseguenza affitto ( con logico riempimento d’immobili ora vuoti ) che conferma tutto quanto da te scritto e un po meno quello di Luca Parisotto Amministratore TeleMutuo S.p.A. è il suo lavoro e deve crederci almeno in caso di necessità di un mutuo ci rimane una possibilità.

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Scritto il 12 giugno 2014 at 13:15

Ciao Sylvestro, ho scritto bastoni in forma ironica per riallacciarmi all’uso ” straordinario ” che si potrebbe fare del” mattone “. Per me invece influirà molto ciò di cui hai scritto per la gioventù sotto i 25 anni perchè senza laurea il lavoro ( se ci sarà ) è meno remunerativo e di conseguenza affitto ( con logico riempimento d’immobili ora vuoti ) che conferma tutto quanto da te scritto e un po meno quello di Luca Parisotto Amministratore TeleMutuo S.p.A. è il suo lavoro e deve crederci almeno in caso di necessità di un mutuo ci rimane una possibilità.

I mutui sono e restano dei formidabili sistemi di finanziamento ma devono essere maneggiati con prudenza e consapevolezza da tutte le parti in causa; non è l’uso ma l’abuso che crea problemi.

In questa fase storica stiamo assistendo ad un ridimensionamento del settore in linea con altre variabili socio-economiche correlate ed è doveroso, secondo me, assecondare l’andamento dei valori ed evitare il più possibile la tentazione di anticipare troppo i tempi e forzare i criteri di concessione per desiderio di rinnovato ottimismo non suffragato da elementi concreti di ripresa.

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kry
Scritto il 12 giugno 2014 at 18:37

Magari può interessare. https://it.finance.yahoo.com/notizie/mutui-tasso-usuraio-guida-ai-rimborsi-105724897.html

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Scritto il 12 giugno 2014 at 18:45

Magari può interessare. https://it.finance.yahoo.com/notizie/mutui-tasso-usuraio-guida-ai-rimborsi-105724897.html

Grazie Kry, stiamo valutando il suggerimento :wink:

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kry
Scritto il 10 ottobre 2014 at 01:07

Ciao Sylvestro, ho scritto bastoni in forma ironica per riallacciarmi all’uso ” straordinario ” che si potrebbe fare del” mattone “.

I mutui sono e restano dei formidabili sistemi di finanziamento ma devono essere MANEGGIATI con prudenza e consapevolezza da tutte le parti in causa; non è l’uso ma l’abuso che crea problemi.

Guarda te a volte l’ironia che brutti scherzi che ti gioca ……. http://www.rischiocalcolato.it/2014/10/benvenuti-in-cialtronia-linferno-in-i-cittadini-distruggono-case.html M’incuriosisce molto la risposta soprattutto su cosa si deve maneggiare con prudenza. MMMM Mutui o Mattoni? Con simpatia, ciao.

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Scritto il 10 ottobre 2014 at 09:30

Ciao Sylvestro, ho scritto bastoni in forma ironica per riallacciarmi all’uso ” straordinario ” che si potrebbe fare del” mattone “.

Guarda te a volte l’ironia che brutti scherzi che ti gioca ……. http://www.rischiocalcolato.it/2014/10/benvenuti-in-cialtronia-linferno-in-i-cittadini-distruggono-case.htmlM’incuriosisce molto la risposta soprattutto su cosa si deve maneggiare con prudenza. MMMM Mutui o Mattoni? Con simpatia, ciao.

Chapeau per la battuta, ci sta tutta :D

Nel merito dell’articolo linkato non mi soffermerei troppo, trae spunto dall’ennesima ingenua esagerazione targata Corrado Sforza Fogliani.

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kry
Scritto il 10 ottobre 2014 at 09:35

Chapeau per la battuta, ci sta tutta

Nel merito dell’articolo linkato non mi soffermerei troppo, si tratta dell’ennesima ingenua esagerazione targata Corrado Sforza Fogliani.

Il link l’ho preso come supporto. Io sono generalmente pessimista certo che la battuta in origine era pensata per l’invecchiamento degli immobili non certo per la situazione che si sta velocemente degradando. Ciao e buon fine settimana.

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