I mutui alle famiglie e le mirabolanti statistiche di ABI

Scritto il alle 08:31 da [email protected]

Un fantasmagorico +26,5% di aumento dei mutui zittisce tutti.. ora l’economia ed il mercato immobiliare possono ben sperare.

E’ da un po’ di tempo che l’attenzione mediatica sul credito si concentra con insistenza sul fantastico dato dell’aumento dell’erogato dei mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni.

La cosa che più stupisce sono i numeri in gioco mai coincidenti tra di loro che ogni organo di stampa propina e diffonde ad uso e consumo di addetti ai lavori e comuni lettori. Dopo le numerose manifestazioni di conferma di un credito ad imprese ed al consumo sempre più striminzito e irrigidito dalla diffusa sfiducia bancaria sul futuro dell’economia, quello del credito mutui alle famiglie sembra essere l’unico barlume di luce su cui sempre più spesso si accanisce il mondo dell’informazione ottimistica distaccandolo da ogni reale contesto. 

Il primo BIMESTRE 2014 Facendo un breve passo indietro nella cronologia di diffusione del dato dei mutui in aumento, ci ricordiamo perfettamente dell’esordio dell’eclatante notizia data da ABI ai primi di aprile che informava di aver rilevato un aumento del 18,5% di nuovi mutui erogati alle famiglie nel primo bimestre del 2014 rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente. Quello che ci colpì a noi del blog, nell’affannosa ricerca di maggiori informazioni, fu la totale assenza di reperibilità della fonte dei dati diffusi dal mainstream dell’informazione mediatica. Per quel che potemmo constatare, non era stato diffuso nessun report o comunicato stampa ne tantomeno quel dato era stato inserito nell’Outlook mensile di li a poco pubblicato. Il dato definito da alcuni autorevoli articoli apparsi nel web “inequivocabile ed incoraggiante” faceva riferimento essenzialmente ad un fantomatico studio condotto su un campione di chissà quali “107 banche“.

Il primo TRIMESTRE 2014 – La strabiliante notizia ci venne riproposta addirittura amplificata un mese dopo quando nell’Outlook Abi di maggio comparse uno striminzito riferimento all’aumento dei mutui erogati nel primo trimestre nel quale l’associazione bancaria dichiarava di aver rilevato un aumento delle erogazioni addirittura superiore al 20% prelevando il dato da un campione, questa volta,  di 88 banche.

Il dato contrastava nettamente con quello parallelamente diffuso da bankitalia ed inserito nel resoconto annuale Bankitalia [link] che riportava un aumento delle erogazioni pari ad un ben più contenuto 9,3% [link]. La “campana” ABI stonava nettamente rispetto a quella bankitalia ma soprattutto ABI non dava prova del dato diffuso ne tantomeno ha mai descritto una precisa metodologia adottata per il calcolo del dato statistico.

Oggi a comprendere meglio l’entità dell’aumento dell’erogato alle famiglie ci viene in aiuto Assofin che insieme a Crif ci propinano un +6,2% nel primo trimestre, un dato che ridimensiona fortemente il +20% di Abi e che si avvicina molto al più contenuto +9,3% di Bankitalia.

Il primo QUADRIMESTRE 2014 – La notizia di questi ultimi giorni è quella di un fantastico aumento mutui del +26,5% nel primo quadrimestre 2014 e sempre di fonte ABI. Il dato viene riportato come proveniente da quel solito fantomatico studio condotto su, questa volta, 83 banche campione. Anche quì nessuna traccia dei dati ufficiali.

La statistica per come la vede ABI – Quello che impressiona è la versione statistica di ABI che diffonde una performance strabiliante del trend dei nuovi mutui erogati rispetto a quelle ben più contenute di altri organi di rilevazione come Bankitalia e Assofin-Crif.  Di ABI stupisce il metodo di diffusione del dato che risulta praticamente irreperibile alla fonte e con una metologia sconosciuta a chi ricerca l’approfondimento. Appare eclatante, se non addirittura fuorviante, il continuo cambio delle fonti di approviggionamento statistico; per ogni fantastica edizione della notizia, Abi ha preso in considerazione sempre un diverso numero di banche campione; nel dato del primo bimestre 107, nel primo trimestre 88 e nel primo quadrimestre 83.

Qualcosa non torna. Nei numeri divulgati da ABI è appena percepibile (ed appare quindi un tentativo di nascondere o alterare un risultato finale) una continua e voluta selezione della fonte dei dati che risultano generati ogni volta da una metologia di analisi non costante. Con questi presupposti, il dato sfornato da ABI non può minimamente essere spacciato per un trend di comparazione evolutiva attendibile.

Ovviamente non vorremmo mai escludere ogni studio statistico dal proprio margine di errore, tantomeno quello meno ottimistico di Bankitalia, ci mancherebbe; nessuna statistica può essere “certamente esatta”. Ma c’è molto di anomalo che impedisce alle statistiche di ABI di essere credibili o perlomeno utili e fruibili.

Nel rispetto dell’autorevolezza e delle capacità dell’Ufficio Studi di Abi non osiamo neanche immaginare di errori involontari, si insomma di “errori di sbaglio” veri e propri. La difformità appare piuttosto voluta e fortemente deviante. Il mirabolante dato dell’aumento vertiginoso dei mutui alle famiglie è diffuso come presunta certezza nella probabile intenzione di smentire e demolire il mormorio ed il malcontento sociale e politico che pressa per un credito più generoso e coraggioso che irrigidisce il sistema economico e sociale del nostro paese da troppo tempo. L’esempio ABI è la prova che la statistica può essere usata per avere la pretesa di dimostrare tutto e il contrario di tutto ed in questo caso appare più come una mistificante ed artefatta difesa dalle accuse che un dato su cui veramente ben sperare.

E’ bene comunque puntualizzare che ABI è un organo di rappresentanza delle banche che non deve dar conto a nessuno del suo operato ne tantomeno delle sue statistiche mentre Bankitalia è un ente di controllo e certificazione che elabora la propria documentazione statistica secondo standard internazionali. Per intenderci, il dato erogazione mutui preso in considerazione dalla banca centrale europea per il resoconto “Outlook” mensile è ovviamente quello certificato da Bankitalia.

Immagino il prossimo dato ABI descritto da un fantomatico ulteriore aumento, come sempre introvabile tra le fonti ufficiali, estrapolato da un campione stavolta ancora più ridotto di banche campione.

Certo è che sulle statistiche di ABI c’è da ben sperare.

Cin cin!

Massimo

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