“A volte ritornano”. Fondo di Garanzia per la prima casa

Scritto il alle 08:30 da [email protected]

a_volte_ritornano“A volte ritornano” è il titolo di un famoso libro di Stephen King ma si adatta bene anche al decreto “Fondo di garanzia per la prima casa” che si aggira nelle aule del governo dal lontano giugno 2008 ma il titolo di questo articolo poteva essere anche “Ancora tu!” ricordando il titolo di una canzone di Lucio Battisti, si perchè la firma in calce al decreto è quella del Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi e l’argomento del decreto è ancora una volta il ” Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori”.

Ne abbiamo parlato in molti articoli qui sul blog Aiutomutuo, lo abbiamo analizzato sotto tutti gli aspetti e sappiamo bene che nonostante tutte le modifiche, revisioni ecc. non è mai decollato.

Questa volta i nostri politici ci riprovano cambiando il nome ed ampliando ulteriormente la platea dei possibili richiedenti, il decreto è attuativo da ieri 04/08/14 ed il fondo si chiamerà più semplicemente “Fondo di garanzia per la prima casa“, gli sono stati attribuiti 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 oltre ai fondi rimasti inutilizzati del precedente “Fondo per l’accesso al credito ecc.ecc.” che chiaramente cesserà di esistere.

Vi riepilogo a grandi linee le caratteristiche del vecchio fondo di garanzia:
i mutui ammissibili alla garanzia del Fondo non devono superare 200.000 euro.

I mutuatari devono avere alla data di presentazione della domanda di mutuo i seguenti requisiti:

1) età inferiore a 35 anni (anche per le coppie coniugate tale requisito deve essere  soddisfatto da entrambi i componenti il nucleo familiare);

case-soldi12) reddito complessivo rilevato dall’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 40.000 euro; in presenza di domande pervenute nella stessa giornata, e di contestuale parziale indisponibilità delle dotazioni del Fondo, è assegnata priorità alle giovani coppie coniugate e ai nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori, i cui componenti non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato;

3) non essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui il mutuatario abbia acquistato la proprietà per successione a causa di morte, anche in comunione con altro successore, e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

L’immobile da acquistare per essere adibito ad abitazione principale non deve rientrare nelle categorie catastali A1, A8 e A9 (vale a dire, le abitazioni di pregio) e non deve avere una superficie superiore a 95 metri quadrati.

Con l’articolo 6, comma 3 del decreto-legge 102/2013, a decorrere dall’anno 2014, la platea dei beneficiari del Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa è stata già estesa anche ai giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico, vale a dire un rapporto di lavoro a tempo determinato, accessorio, intermittente, a progetto o di somministrazione.

Il nuovo fondo di garanzia come abbiamo detto amplia il novero dei finanziamenti che possono essere assistiti da garanzia: non solo quelli connessi all’acquisto della prima casa, ma anche quelli relativi alla ristrutturazione ed all’efficientamento energetico della stessa e può essere concessa nella misura massima del 50 per cento della quota capitale dei finanziamenti stessi.
lupiiViene inoltre esteso l’ambito di applicazione soggettiva del Fondo: tutti avranno accesso al fondo, ferma restando la priorità da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, nonché dei giovani di età inferiore ai trentacinque anni titolari di un rapporto di lavoro atipico.
Viene inoltre esteso l’ambito di applicazione anche ai conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari.

Dopo l’ennesima modifica la palla passa ancora una volta alle banche, che come al solito faranno le loro proposte “indecenti” rendendo ancora una volta poco appetibili i mutui proposti e, visto che il nuovo regolamento lo consente, chiederanno sicuramente la sottoscrizione di costosissime polizze “facoltative” per ottenere il via libera all’erogazione del mutuo, ma queste sono solo mie supposizioni, spero di sbagliarmi.

Roberto

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