La ripresina dei mutui a tasso fisso

 

 

n,jIl graduale ridimensionamento degli spread sui mutui offerti alla clientela ha nuovamente incoraggiato le famiglie all’indebitamento per l’acquisto di una casa. Alcune famiglie si riaffacciano al mercato immobiliare con la convinzione che quello attuale sia il miglior momento per mettere a segno una compravendita.

Quel che si nota nell’ultimo periodo è una ripresa dei mutui a tasso fisso; una vitalità alimentata da un mix di spread ridotti e Irs di mercato veramente bassi che rende oggi tangibile la possibilità di abbattere il mutuo del 4% stipulando un tasso di gran lunga inferiore a quello offerto dal mercato pochi mesi fa.

In figura sotto è documentata la progressiva eclatante riduzione dell’IRS20 preso ad esempio che dopo aver segnato parametri del 2,4% ad aprile 2014 e addirittura del 2,7% ad inizio 2014 ha iniziato una lenta e costante discesa verso il ribasso minimo di 1,64% di fine agosto e l’attuale 1,77%.

irs20

Attenzione al preventivo dell’offerta: Di norma questi tipi di mutuo offrono dei tassi dati dalla somma del suddetto paramentro Irs con lo spread offerto dalla banca che quindi determina un tasso nominale annuo (TAN) molto condizionato dalle escursioni degli Irs di mercato. Ad esempio, chi ha stipulato un mutuo nel mese di settembre avrà potuto sicuramente accedere ad una offerta di un tasso inferiore al 4% dato dalla somma del minimo Irs di fine agosto insieme ad uno spread del 2-2,3%. Questo perchè quasi tutte le banche prendono spesso come tasso Irs di indicizzazione quello “..dell’ultimo giorno lavorativo del mese precedente a quello di stipula“.

vdv

Ad esempio, osservando il grafico, al cliente che ha ottenuto un preventivo a settembre con uno spread del 2% gli sarà quasi certamente promesso un tasso fisso del 1,64 + 2 = 3,64% mentre, se rogita nel mese di ottobre, si vedrà scrivere nel contratto un tasso del 1,8 + 2 = 3,8% dove 1,8% è l’indice Irs di fine settembre che viene considerato dalla banca per la determinazione del tasso finale; una differenza di tasso che per un mutuo di 150mila euro determina un surplus di interessi di circa 3 mila euro.

Il tasso che sarà riportato nel contratto non sarà mai quello che vi sarà proposto e calcolato al momento della richiesta del mutuo in filiale. Potreste quindi incappare nella spiacevole sorpresa di dover stipulare un tasso più alto di quello del preventivo perchè condizionato da un recente aumento degli Irs; una problemetica già analizzata in questo nostro precedente articolo.

Massimo

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