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Mutui: il pop-up del tasso fisso

ffDopo un lungo periodo di torpore i mutui a tasso fisso escono finalmente dal letargo 

Più della metà delle famiglie italiane attualmente punta a sposare un mutuo a tasso fisso che sembra essere tornato di moda dopo anni di totale eclissi. Negli ultimi anni, gli euribor ormai ora definitivamente azzerati, hanno dato la possibilità di poter cogliere un mutuo variabile ad un tasso estremamente ridotto, una ragione che ha fatto desistere la clientela nell’optare per la scelta della tranquillità assoluta di un mutuo a tasso fisso dove una extra spesa corrisposta in termini di importi rata più elevati veniva considerata eccessiva e non proporzionata.

Oggi la situazione è un’altra: tra l’offerta di un mutuo a tasso fisso ed un mutuo variabile nel mercato bancario la differenza non è più così netta. A certe condizioni, nell’era attuale degli Irs ai minimi storici, con quello a 30AA pari a 1,3% e quello a 15AA circa 1%, per molti mutuandi è adesso possibile accedere ad un mutuo a tasso fisso che, anche per lunghe durate, difficilmente supera un tasso finito del 3,5%. La concorrenza col variabile è ora a tutto campo e la sfida appare appena iniziata.

I dati contenuti nell’ultimo Osservatorio Mutui di MutuiOnline sono la conferma di quanto sta accadendo. Secondo il report, nel mese di gennaio 2015, il 52% della clientela ha inoltrato attraverso il loro sito richieste di mutui a tasso fisso, un dato che non si leggeva dal lontano 2008, un’era in cui i mutui a tasso variabile erano condizionati da costosissimi euribor di mercato.

 AAALa ridimensionata diffferenza di tasso tra il fisso ed il variabile sta adesso spingendo maggiormente la clientela verso la scelta di mutui a tasso fisso dove la tranquillità di una rata costante è corrisposta ad un costo ben più contenuto rispetto ad un tempo. A conti fatti, optare oggi per un mutuo fisso piuttosto che variabile, la differenza di rata che ne esce fuori è veramente minima: per un mutuo di 100mila euro a 20AA la differenza è di neanche 60 euro al mese ma dove è bene oltretutto considerare l’eventuale rischioso azzeramento del vantaggio del variabile in caso di un aumento degli euribor nel tempo. In sintesi, il noto Mario Rossi preferisce oggi stipulare un mutuo con rata fissa di 560 euro piuttosto che 500 ma acquistare la tranquillità e la sicurezza di una rata fissa imperturbabile ed immune dalle mille variabili di mercato future; una scelta conscenziosa e non troppo costosa da tenere in alta considerazione al giorno d’oggi.

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Il mondo delle surroghe dei mutui appare poi in notevole fermento da mesi alimentato da un cospicuo numero di famiglie indebitate che stanno approfittando della graduale riduzione degli spread di mercato sui mutui per rinegoziare le proprie condizioni. Sia la clientela con mutui a tasso variabile agganciati a spread contrattuali particolarmente svantaggiosi, come anche coloro in possesso di un mutuo a tasso fisso stipulati negli anni scorsi con tassi di gran lunga superiori a quelli attuali, stanno cercando di ottenere una surroga o rinegoziazione del proprio mutuo cogliendo i frutti dell’attuale maggior convenienza all’indebitamento.

In questo contesto, come abbiamo avuto modo di affermare già in numerosi altri articoli del nostro blog, appare superficiale e fuorviante considerare questi nuovi flussi di finanziamento bancario come l’effetto di una rinnovata aspirazione all’indebitamento delle famiglie con lo scopo dell’acquisto di una casa, ma meglio, come una mera, ovvia ed essenziale rinnovata esigenza di cogliere risparmio.

 Massimo D.

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