Mercato Immobiliare: la ripresa secondo Bankitalia

Scritto il alle 15:22 da sylvestro

1 Le tormentate vicende del mercato immobiliare italiano che lo hanno visto protagonista di una crisi che è entrata ormai nel suo ottavo anno di decorso hanno ispirato e continuano ad ispirare teorie di fine ciclo negativo ed inizio di una nuova fase di speranzosa crescita.

E’ indubbio che l’ottimismo della volontà possa contribuire a rinnovare interesse verso settori o prodotti prima trascurati ed incentivare una ripartenza degli scambi alla luce di ritrovati motivi di investimento come d’altra parte è certo che la continuata sottolineatura degli elementi negativi difficilmente produrrà effetti benefici al soggetto interessato. Tuttavia nel caso in cui una analisi complessiva della situazione delinei un quadro più che disastroso e tutti gli elementi lascino presagire che ci si trovi di fronte ad un passaggio epocale di lunga durata, l’insistenza ad evitare di mettere in luce gli aspetti negativi (cioè a guardare in faccia la realtà e raccontarla come tale) porterà inevitabilmente ad ignorarne le cause ancorchè le conseguenze e trascinerà in avanti la possibile vera svolta culturale che riveste un ruolo fondamentale nella ricerca di eventuali soluzioni realistiche e percorribili per la difficile fase in atto.

L’ossessivo ripetere che “è andata male ma ci sono segnali che da qui in avanti andrà meglio” altro non è che una rivisitazione del classico “il peggio è passato” espresso non tanto sulla base di concrete novità di rinnovamento ma sulla quasi scaramantica istintiva tendenza a sperare che le cose migliorino per “stanchezza” dei mali, per un naturale e fisiologico esaurirsi delle negatività.

Anche nell’ultima relazione annuale che trovate a questo link, Bankitalia ancora una volta non riesce a fare a meno di indorare la pillola del generale malessere spiegando che “Nel 2014 il mercato delle abitazioni è stato ancora caratterizzato da una debole domanda, pur con alcuni segni di miglioramento“, rassicurando che “Nel secondo semestre del 2014 si è attenuata la flessione dei prezzi, che alla fine dell’anno risultavano ancora inferiori del 14,8 per cento al picco raggiunto nell’estate del 2008” e ancora che “Dalla fine dello scorso anno sono inoltre aumentate le famiglie che hanno visitato abitazioni con l’intenzione di acquistare. È proseguita invece la tendenza al rialzo dei tempi di vendita“.

Ed a corollario della breve analisi viene pubblicato anche il seguente grafico rissuntivo:

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Un antico proverbio cinese recita che “una immagine è meglio di mille parole”; per chi ha voglia di leggerla, aggiungo io. Il diagramma sopra mostra diversi aspetti interessanti. Innanzitutto conferma che chi ha impiegato i propri soldi nel mattone li ha persi in maniera significativa. In termini nominali hanno perso tutti coloro che hanno comprato o non-venduto casa fin dal 2005 (alias ultimo decennio) mentre in termini reali hanno incassato perdite tutti coloro che hanno comprato casa o non-venduto a partire dal 2002.

Finora.

Checchè ne dica Bankitalia e numerosi altri sedicenti esperti del settore non c’è segnale di inversione di tendenza quindi, fino a prova contraria, assisteremo a nuovi cali.

Altro aspetto interessante è che le compravendite sembra che abbiano smesso di crollare proprio quando si è accentuata la discesa dei prezzi. Che strana coincidenza!

Se poi viene meglio scrivere che non si tratta di discesa dei prezzi ma di un aumento degli sconti mi sta benissimo, possiamo senza problemi adeguarci ad un linguaggio più rassicurante, anzi lo dichiaro pure io in questa sede, i prezzi immobiliari tutto sommato tengono ma aumenta la percentuale degli sconti.

Per chi ne avesse voglia potrebbe essere questo il momento giusto per comprare per approfittare dell’imperdibile occasione dei forti sconti di stagione, altrimenti gli toccherà aspettare la discesa dei prezzi, quella vera, che non sarà domani e forse nemmeno dopodomani.

A buon intenditor …

Sylvestro.

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4 commenti Commenta
massive2276
Scritto il 8 giugno 2015 at 21:32

Ma quindi? Prima dici prevedi altri cali, poi che i cali non saranno ne domani ne dopodomani.
Mi sembra un po’ ambiguo questo articolo con questa conclusione.

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Scritto il 8 giugno 2015 at 21:59

Ma quindi? Prima dici prevedi altri cali, poi che i cali non saranno ne domani ne dopodomani.
Mi sembra un po’ ambiguo questo articolo con questa conclusione.

Quello che intendevo dire è che probabilmente i cali continueranno in maniera lenta, se la previsione è corretta lo scopriremo insieme nei prossimi trimestri.

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tanduri
Scritto il 8 giugno 2015 at 23:41

infatti Sylvestro ti sei tenuto troppo dalla parte del formentone con questo articolo..
sei diventato un vero democristiano.

io al posto tuo sarei più chiaro dicendo chiaramente di prevedere cali e poi altri cali.
senza temere di offendere nessuno.
tanto come vedi.. come fai sbagli :)

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Scritto il 8 giugno 2015 at 23:58

infatti Sylvestro ti sei tenuto troppo dalla parte del formentone con questo articolo..
sei diventato un vero democristiano.

io al posto tuo sarei più chiaro dicendo chiaramente di prevedere cali e poi altri cali.
senza temere di offendere nessuno.
tanto come vedi.. come fai sbagli

Prevedere cali e dichiararlo a questo punto è diventato relativamente facile, ormai si tratta di un esercizio che si sta diffondendo sempre più. Quello che invece in pochi ancora riescono ad ipotizzare e figurarsi è che i cali non saranno più o meno rapidi o più o meno certi ma piuttosto si comporteranno come una prolungata e balbettante discesa tra un rimbaizino a l’altro. E’ un decorso che da fastidio a tutti, proprio tutti, perchè si presenta come un ostacolo a qualsiasi tipo di progetto nel settore.

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