Osservatorio Mutui: la rinegoziazione infinita

Scritto il alle 18:00 da sylvestro

0Anche il mondo dei finanziamenti destinati all’acquisto delle case sta rapidamente cambiando seguendo a ruota le profonde trasformazioni del mercato immobiliare. E’ notizia di pochi giorni fa, pubblicata dal Corriere della Sera, che Bankitalia ha comunicato che lo stock dei mutui ha continuato a diminuire anche nel primo trimestre 2015 con un calo di 2,3 miliardi di euro rispetto all’anno precedente.

Segno che i nuovi mutui continuano ad essere inferiori a quelli scaduti. Tramonta così l’era del debito, finiti i fasti e gli eccessi del periodo d’oro del mattone e del credito facile la tendenza dominante torna piano pianino ad essere quella dell’apprezzamento del risparmio, del patrimonio accresciuto per sobrio e paziente accantonamento piuttosto che per rapido anticipo del godimento per indebitamento. E’ un atteggiamento figlio dei nuovi tempi difficili, la crisi ha imposto nuovi modelli di prudenza soprattutto di fronte alla neo-consapevolezza che la decrescita di valori già da sola causa l’incasso di perdite e invoglia a rimandare gli acquisti, se poi viene ponderata anche la quota eccedente di interessi da restituire su un prestito erogato di questi tempi allora diventa evidente a sempre più persone che il rischio del sovraindebitamento è concreto e da evitare.

Nel grafico che segue, estratto dall’ultima pubblicazione “Moneta e Banche” di Bankitalia, emerge evidente la tendenza al continuo prosciugamento del montante dei finanziamenti di lungo periodo.

Nota tecnica: tutte le immagini si possono ingrandire con un click.

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Analizzando più in dettaglio le tipologie di finanziamenti di lungo periodo accordate negli ultimi trimestri si scopre che anche la percentuale di surroghe viene confermata come dominante nel panorama delle nuove erogazioni. Ci vengono incontro allo scopo i bei grafici elaborati da MutuiOnline attualizzati a maggio 2015.

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Come già pubblicato da altre testate di settore, si può tranquillamente affermare che ormai due mutui su tre sono frutto di rinegoziazioni alla ricerca di finanziamenti più convenienti, segnale di una intelligente ricerca dell’opportunità di risparmio offerta dai bassi tassi di periodo e forse anche delle crescenti difficoltà ad onorare vecchi debiti su cifre che si sono rivelate problematiche.

Anche sul fronte durata conforta scoprire che diminuiscono vistosamente i mutui più lunghi, quelli oltre i 30 anni, a favore dei più brevi e sostenibili come visualizzabile nel prossimo diagramma.

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Tra le conferme di un tentativo di ritorno alla normalità nei prezzi delle case c’è anche la prosecuzione della diminuzione dell’importo medio erogato come mostrato nella successiva immagine.

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Risulta quindi ovvio che anche l’analisi della distribuzione dei mutui per fasce di importo riveli una tendenza a privilegiare importi più bassi.

0Così come viene confermata la tendenza a concedere nuovi mutui solo per LTV (Loan to Value, alias percentuale finanziata su prezzo totale immobile) via via più bassi …

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 … e sempre più solo a chi ha la fortuna di avere un lavoro a tempo indeterminato (quasi il 90% dei nuovi mutui).

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Il combinato disposto di tutti gli elementi sopra descritti porta a ritenere che stiamo assistendo alla prosecuzione del tentativo di normalizzazione di prezzi e prestiti, si espande un certo atteggiamento votato alla prudenza sia da parte degli istituti finanziatori sia da parte degli aspiranti mutuatari.

Il tutto lascia ben sperare che siamo ben avviati verso una fase di accumulo del risparmio che storicamente è stata prodromica di un nuovo ciclo di crescita economica ma a patto che abbia il giusto tempo per maturare la sufficiente dose di forza.

Sylvestro.

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