Mercato immobiliare: la lunga diaspora dei capitali

Scritto il alle 11:50 da sylvestro

balloon-deflatingProsegue la lenta fuga degli investitori dal mattone italiano. Secondo l’ultimo bollettino statistico di Banca d’Italia anche nel primo trimestre del 2015 è stata confermata la lunga tendenza alla diminuizione dei finanziamenti al settore delle costruzioni.

Stavolta non ci si può nemmeno consolare con una diminuzione della tendenza negativa trattandosi di un calo a due cifre percentuali sia in rapporto allo stesso trimestre dell’anno precedente sia nei confronti del trimestre precedente. Infatti nel primo caso si è trattato di un decremento del 12%, nel secondo di ben il 21%. Una vera debacle.

Come ampiamente prospettato dalle pagine di questo blog negli articoli degli ultimi anni, era prevedibile e previsto che la peculiare reticenza all’adattamento verso il basso delle quotazioni del comparto residenziale del mercato italiano dopo la sbornia della bolla immobiliare avrebbe causato un ingolfamento del settore con crollo delle compravendite e conseguente scomparsa dei finanziamenti. Per farsi un’idea più precisa della gravità del fenomeno può aiutare gettare uno sguardo al grafico che descrive l’andamento dei prestiti bancari per la costruzione di nuovi immobili ricavabile facilmente dalle statistiche fornite dal sito della stessa Banca d’Italia.

(click per ingrandire)

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Come si può notare dall’istogramma si è passati progressivamente dagli oltre otto miliardi di euro (8,071) del terzo trimestre del 2008 ai meno di due miliardi di euro (1,954) del primo trimestre del 2015. Una riduzione dei finanziamenti che ha schiacciato l’erogazione a meno di un quarto dei valori di appena sette anni fa e che sembra non volersi arrestare o quantomeno rallentare nel suo processo di diminuzione. Per trovare dati simili a quelli attuali occorre tornare al lontano 1998 in una epoca che presentava tutt’altre prospettive economiche.

Viene dunque ampiamente confermato che non solo non stiamo assistendo agli inizi di una inversione di tendenza o “timida ripresa” come tuttora osano dichiarare molti organi d’informazione di settore (che tacciono sistematicamente questi numeri) ma addirittura non c’è nemmeno evidenza analitica o prospettica che il bottom dei finanziamenti al settore residenziale sia prossimo ad essere raggiunto. E se due miliardi di euro trimestrali vi sembrano pochi (e sono pochi!) per un settore anticamente molto blasonato e corteggiato scopriremo insieme a quanto ammonteranno le erogazioni nei prossimi trimestri.

A meno che non scoppi la moda della surroga anche per questa tipologia di prestiti, moda che nel campo dei finanziamenti alle famiglie ha permesso a molti addetti ai lavori di dichiarare che c’è stato un boom di nuove erogazioni quando in realtà si tratta di una fuga dai vecchi prestiti alla ricerca di rate più sostenibili.

In ogni caso sarebbe interessante capire come si fa a parlare di boom in presenza di andamenti come quello illustrato dal diagramma sotto ricavato anch’esso dal sito di Banca d’Italia.

(click per ingrandire)

1E’ di tutta evidenza che le erogazioni alle famiglie per i mutui residenziali restano a fatica all’interno della fascia bassa tracciata a partire dal 2012 solo grazie alle surroghe altrimenti avremmo avuto un andamento del tutto simile a quello dei finanziamenti al settore delle costruzioni.

Difficile ipotizzare l’intensità finale e la durata del lungo calo dei finanziamenti al settore tuttora in corso, sorge spontanea l’idea che il ridimensionamento continuerà almeno per i prossimi trimestri e che probabilmente seguirà una fase di stallo su valori minimi, a meno di clamorose novità in campo economico che ad oggi non sono seriamente visibili all’orizzonte.

Forse qualcuno di voi non sarà d’accordo con questa lettura dei dati, è legittimo; di sicuro finora si sono dimostrati d’accordo e con i fatti la stragrande maggioranza degli investitori italiani ed esteri negli ultimi sette anni.

 Sylvestro.

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