Mercato Immobiliare: la crescita infinita

Scritto il alle 20:53 da sylvestro

0 L’attesa pubblicazione odierna delle Statistiche Catastali del mercato immobiliare italiano riferite al 31 dicembre 2014 ha sostanzialmente confermato quanto già previsto dagli operatori di settore evidenziando l’ennesimo incremento del parco immobili disponibile nel nostro paese.

Come già ampiamente diffuso dai vari organi di stampa, l’incremento ha riguardato in particolare il settore residenziale con una differenza di 115.062 unità che ha portato dai 35.271.468 appartamenti del 2013 ai 35.386.530 appartamenti del 2014.

Complessivamente il totale degli immobili di vario tipo disponibili nel nostro paese è passato dai 72.850.650 pezzi del 2013 ai 73.423.318 pezzi del 2014 con una crescita di 572.668 unità.

Percentualmente l’incremento sul comparto residenziale si attesta nell’ordine dello 0,3% mentre l’incremento sul totale degli immobili ha raggiunto quota 0,7%.

 Nell’immagine riportata sotto si può facilmente comparare i totali per gruppo di categoria catastale relativi alle ultime due pubblicazioni dell’Agenzia delle Entrate:

1Come si può notare, oltre al dato secco delle unità disponibili è parallelamente ed ovviamente cresciuto anche il totale delle rendite catastali di una percentuale più che doppia rispetto alla media dello stock, intorno allo 0,62% laddove si è passati dai 18,163 miliardi di euro del 2013 ai 18,276 miliardi di euro del 2014.

Probabilmente il differenziale di costruzioni tra il 2013 ed il 2014 diventerà il minimo assoluto nella storia del mercato immobiliare del nostro paese poichè è difficile ipotizzare che i prossimi incrementi possano scendere sotto la soglia delle 100mila unità, significherebbe che il comparto piomberebbe definitivamente in uno status di settore di nicchia andando a collocarsi con una percentuale risibile nel panorama industriale dello stivale.

Credo piuttosto che si ripartirà lentamente verso la media delle 150mila-180mila unità annue chè è sicuramente bassa tenuto conto dei fasti passati ma potrà garantire la necessaria continuità nell’ambito sia del tessuto produttivo che del doveroso ricambio sul mercato.

Dall’altra parte il continuo incremento di offerta di un bene necessario e durevole non potrà non favorire in futuro la parte acquirente che ormai già da tempo è diventata consapevole delle migliorate possibilità di scelta e di trattativa nonchè della possibilità di poter approfittare di prezzi via via più bassi. Ovviamente le migliori condizioni per chi acquista non sono uniformemente distribuite sul territorio nazionale nè possono riguardare2 tutte le tipologie di immobili, almeno allo stato attuale dei decrementi delle quotazioni a seguito della crisi ma nella maggior parte dei casi comuni (eccezioni fatta per i centri storici e le località di alto interesse turistico) per chi può e sa pazientare, monitorare e trattare non potranno non presentarsi delle ottime occasioni da qui ai prossimi anni.

Sia chiaro che il mio non è un invito all’acquisto ma piuttosto un richiamo alla consapevolezza ed alla riscoperta del mercato alla luce sia dei cambiamenti occorsi che di quelli in arrivo. Personalmente resto ancora dell’idea che, per adesso, nella maggior parte dei casi “normali” l’affitto resti più conveniente dell’acquisto sul piano meramente economico ma non si può ignorare che le mutate condizioni di mercato stiano facendo spazio a scenari inimmaginabili fino a pochi anni fa.

In una situazione in cui sempre meno persone hanno necessità/capacità di comprare in rapporto a coloro che manifestano la volontà a vendere, più lo stock immobiliare continuerà a crescere e più dovranno mostrarsi competitivi tutti coloro che intendono seriamente alienare l’immobile, il che si traduce in una inevitabile ricerca del – non banale – miglior rapporto qualità/prezzo, meccanismo che una volta innescato butterà progressivamente fuori mercato le ex “nuove costruzioni” troppo care realizzate ad alto debito e/o con tecnologie superate, gli immobili bisognosi di ristrutturazioni importanti o con vizi di varia natura mentre risulteranno vincenti le successive offerte realizzate prudentemente in regime di sostenibilità economica e soprattutto con richieste in linea con il reale potere d’acquisto delle giovani generazioni.

 Di sicuro non c’è traccia di una imminente inversione di tendenza, anzi, tolto il rumore di fondo delle consuete e immancabili dichiarazioni di rito di una ripresa prossima ventura e di un sempre più vicino taglio delle tasse (ah ah, risata) resta la consapevolezza di un declino lento nelle compravendite e nei prezzi dettato dai crudi numeri messi in sequenza.

    Sylvestro.

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1 commento Commenta
vincenzo v.
Scritto il 25 luglio 2015 at 08:31

Tutto condivisibile. Se poi dovessero essere veri certi sospetti riguardo ad un’imminente riforma dell’imposta di successione, ne vedremo di belle.

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