Mercato Immobiliare: il tanto atteso effetto EXPO

Scritto il alle 11:24 da sylvestro

0Si era fatto un gran parlare dei copiosi frutti che avrebbe potuto portare l’evento dell’anno all’economia italiana in generale ed al settore edilizio in particolare; adesso che ci si trova più o meno a metà della manifestazione si può già provare a tracciare un primo pre-consuntivo almeno per quella quota di attività che presumibilmente dovrebbero aver pressochè concluso il proprio apporto. Ci viene incontro nell’analisi la recente Relazione Annuale 2014 pubblicata dall’Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica Cemento) che grazie anche alle stime dell’Ance ed agli studi dell’Istat delinea un quadro riassuntivo semplificato degli elementi di base del settore edilizio. (vedi link)

La relazione non solo conferma il desolante panorama di decrescita sul fronte investimenti fino al primo trimestre 2015 ma addirittura, come avevamo già ipotizzato nei precedenti articoli, si spinge a pronosticare un ulteriore drammatico calo almeno per tutto l’anno in corso.

A riscontro della tesi è stato pubblicato il grafico sotto con evidenziata la linea di tendenza verso il basso, ormai decisamente al di sotto dei valori occorsi negli anni ’90.

0Infatti il documento recita “In sette anni, dal 2008 al 2014, il settore delle costruzioni ha perso il 32% degli investimenti pari a circa 64 miliardi di euro. La nuova edilizia abitativa segna una riduzione del 62,3%, l’edilizia non residenziale privata del 23,6%, mentre le opere pubbliche registrano una flessione del 48,1%. In questo comparto produttivo la caduta è iniziata già a partire dal 2005 con una flessione complessiva del 54,1%.

In tutto il nord Italia e persino in Lombardia, patria dell’EXPO, si è assististo ad un tragico tonfo della produzione del cemento come verificabile nella prossima immagine.

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 Sorge allora spontanea una domanda: se questo è il risultato ottenuto nonostante i numerosi anni trascorsi a curare l’organizzazione dell’EXPO e strombazzare in giro i mirabolanti effetti che avrebbe avuto nei vari settori produttivi cosa sarebbe successo al comparto edilizio se non ci fosse stata nemmeno questa … mano d’aiuto?

Qualcuno potrebbe essere portato ad osservare, giustamente, che parte di questi risultati sono da imputare alla crisi economica occorsa negli ultimi anni, crisi che si è sviluppata sia a livello internazionale che a livello nazionale; però a ben guardare in giro (e senza allontanarsi troppo ad esempio) negli altri paesi europei si può notare che gli sviluppi sono stati significativamente diversi, segno evidente che il disastroso decorso del comparto edilizio nostrano è principalmente frutto delle … “strategie” o anche delle semplici scelte adottate dagli addetti ai lavori della penisola.

Basta osservare quest’altro diagramma della produzione di cemento in alcuni paesi del vecchio continente per rendersene conto:

0Paesi tra loro molto diversi, come Germania, Spagna, Polonia e Regno Unito, nello stesso periodo sono riuscite ad ottenere performance decisamente positive, noi invece abbiamo ottenuto la non invidiabile palma di ultimi in classifica

E per chi è pronto a sostenere che la colpa è della tassazione torno a formulare l’invito di andare a controllare quanto grava il regime fiscale in questi stessi paesi sul settore edilizio/immobiliare.

Come per le altre occasioni simili, anche stavolta ci toccherà aspettare le tardive pubblicazioni a consuntivo per avere riscontro del reale effetto dell’EXPO sul settore immobiliare, quindi ne avremo riprova solo nei primi mesi del 2016.

Per tutto il resto mi auguro che almeno negli altri comparti maturino grosse soddisfazioni a seguito dell’evento, vuoi nell’argomento clou dell’evento come quello alimentare, vuoi nel settore turistico, logistico e quant’altro possibile per manifestazioni del genere.

Sylvestro.

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