Mercato immobiliare: i paralleli demografici

Scritto il alle 20:41 da sylvestro

0Uno dei cavalli di battaglia delle categorie dei costruttori edili (e non solo) a favore degli investimenti sul mattone, propugnato soprattutto in questi lunghi otto anni di crisi, è stata la presunta necessità di dover fornire nuovi alloggi alle nuove famiglie al punto di spingersi a dichiarare nei vari report che in Italia ci sarebbe un fabbisogno crescente di almeno altre 700-900mila case (!).

Al di là della fantasiosa ricostruzione che potrebbe essere facilmente smentita consultando i dati delle stesse fonti citate negli articoli, emerge con sempre più forza l’evidenza esattamente contraria, dettata non solo dalla consapevolezza che il parco immobili non ha mai smesso di crescere nemmeno in piena crisi ma addirittura che è in atto una violenta inversione di tendenza nel saldo demografico tra ingressi ed uscite nei confronti dell’estero.

 Se dunque negli scorsi anni ci si era spinti ad ipotizzare che l’annoso problema del calo delle nascite della popolazione italiana sarebbe stato compensato con l’accesso dei nuovi flussi migratori dall’estero, adesso occorrerà fare i conti con la progressiva scomparsa dei nuovi apporti e il rapido incrementarsi del trasferimento all’estero dei nostri connazionali.

E’ sufficiente gettare uno sguardo a questa tabellina dell’Istat per intuire l’andazzo …

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… e capire come i due movimenti stiano seguendo un trend opposto e per ora convergente fino al non lontano momento in cui, in assenza di significativi fattori socio-economici, assisteremo all’incrocio ed al sorpasso degli emigrati sugli immigrati, fenomeno difficile solo da immaginare fino a poco tempo fa ma che adesso si prospetta quanto meno sulla rotta demografica dello stivale come meglio rappresentato nel grafico che segue:

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Per una incredibile coincidenza e con fatale tempismo, il flusso migratorio in ingresso ha cominciato a diminuire clamorosamente negli anni dello scoppio della bolla immobiliare italiana e negli anni successivi è stato accompagnato dell’insorgere della ritrovata tendenza degli italiani a fare le valigie, come peraltro già successo nel nostro paese nelle scorse generazioni.

A conti fatti lo scarto presente tra entranti ed uscenti nel 2014 sembra significativamente vicino alla quota di nuovi immobili immessi registrati al catasto nello stesso anno, ne consegue che nei prossimi anni potremmo assistere al fenomeno di un incremento assoluto di immobili superiore all’incremento assoluto di persone.

A riscontro di queste considerazioni, tutte da verificare sul campo all’atto pratico nei prossimi anni, ci viene incontro quest’altra immagine riassuntiva che mostra come la curva demografica si sia fortemente appiattita ed invogli a coltivare il sospetto di prossimi cali.

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Superfluo aggiungere che, per quanto un bene materiale possa essere ritenuto di prima necessità oltre che un investimento di lunga durata, in presenza di una crescente e debordante offerta con domanda ormai sempre più debole nei numeri e nelle risorse, alla lunga sarà inevitabilmente destinato a deprezzarsi ed in parecchi casi a trasformarsi in un centro di costo anzichè in un valore rifugio.

Sylvestro

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