Mercato Immobiliare: le burrasche estive sul mattone

Scritto il alle 12:21 da sylvestro

0In questo torrido scorcio di mezza estate dove l’abituale rallentamento della pubblicazione di nuovi dati e commenti del comparto dovrebbe lasciar spazio al meritato godimento delle vacanze ci pensa Fiaip a tentare di agitare le pigre acque dell’informazione ribadendo la sua nuova crociata contro la discesa in campo dei due maggiori gruppi bancari italiani nel mondo del mercato immobiliare.

 Chi ha già seguito la faccenda sarà probabilmente a conoscenza che buona parte degli operatori di settore ritiene che le nuove iniziative di Unicredit con “Subito Casa” e Banca Intesa con “Casa Insieme” siano semplicemente l’ingresso legittimo di nuovi concorrenti che auspicabilmente andranno a proporre nuovi modelli di vendita laddove le prevedibili conseguenze della bolla immobiliare hanno falcidiato e di parecchio gli affari negli ultimi otto anni.

Fiaip no, Fiaip ritiene che questa mossa sia lesiva sia delle regole di libera concorrenza – e dunque del mestiere dell’intermediario – sia dei diritti del consumatore che potrebbe essere incosapevole vittima di oscure macchinazioni ai suoi danni con proditoria opera di convincimento. Anzi, di più, citando la legge 141/2010, arriva a dichiarare che bisogna “evitare che parti interessate [cioè le banche, n.d.r.] possano spingere i consumatori ad indebitarsi oltre la loro possibilità“.

 Divertente. Mi chiedo dove fosse Fiaip quando le banche italiane elargivano mutui a piene mani oltre il 100% dei valori di perizia (già di per se gonfiate) e nelle tv imperavano messaggi pubblicitari come quello sotto:

Sarà che all’epoca a Fiaip risultava conveniente fare indebitare quelle sorridenti e malcapitate “vittime del sistema” visto che era anche lecito riscuotere delle remunerazioni da banche e finanziarie per aver segnalato i candidati al mutuo?

O sarà che all’epoca le maniche larghe delle banche facevano comodo a tutti gli operatori di settore ai quali bastava tirare su le reti per concludere affari con poco sforzo?

In verità la mossa di Unicredit ed Intesa è frutto di una concomitanza di fattori che poco hanno a che fare con l’intenzione (e la voglia) di trasformarsi in agenzie immobiliari e togliere il pane di bocca ad una categoria del commercio raggirando ingenui acquirenti.

Innanzitutto è di tutta evidenza che in questi ultimi otto anni si è assistito ad una incessante crescita di offerta immobiliare, soprattutto sulle nuove costruzioni, che non ha
trovato sufficiente sbocco sul mercato. La gran parte di questa offerta è stata finanziata dalle banche ed una percentuale sempre più importante di questi prestiti si trasforma di mese in mese in una crescente montagna di sofferenze proprio per mancanza di vendite.

Vogliamo allora dirlo che almeno una parte delle responsabilità non della crisi ma del mancato contenimento delle perdite e del mancato recupero è anche in capo al settore della intermediazione e quindi di Fiaip? Cosa ha fatto Fiaip in concreto per prevenire, contrastare e superare questi difficili momenti oltre a scagliare i propri strali contro le tasse ed organizzare manifestazioni e convegni a favore del mattone? O forse pensa di 0recuperare terreno tentando adesso di mettere il bastone tra le ruote a chi prova a proporre modelli diversi? Paradossalmente Fiaip potrebbe essere tra gli indiretti beneficiari delle nuove iniziative ma fa fatica a traguardare l’evoluzione del mercato oltre i due-tre mesi

Sia chiaro che non sto prendendo le difese delle banche ne voglio perorare alcuna causa che non mi appartiene però mi chiedo e vi chiedo, se fossimo al posto delle banche con la fila di clienti imprenditori edili indebitati che non riescono ad onorare i loro impegni dopo aver assistito per otto lunghi anni alla inconcludenza della intermediazione di terze parti, non provereste a valutare iniziative diverse tipo quella di accorciare la catena della compravendita organizzandosi in proprio? Io credo che lo farei. Nei modi il più possibile legittimi, organizzati e limpidi. Ed è per questo che sono sicuro – da profano in materia – che non ci sono appigli per invalidare questa iniziativa che non sarà stata certo frutto di una superficiale reazione scomposta.

Un’altro dei motivi che, secondo me, hanno portato le banche a maturare questa scelta è stata la necessità di trovare un modo per ricollocare strutture e personale in esubero. Come sappiamo il modello bancario italiano (e non solo italiano) sta subendo profonde trasformazioni che hanno determinato, tra le altre conseguenze, anche l’abbandono della strategia fondata sulla presenza capillare delle filiali su tutte le piazze a favore del nuovo corso basato sulla informatizzazione spinta delle operazioni con l’inevitabile emersione di figure professionali da ricollocare diversamente. Probabilmente stiamo assistendo solo alla prima tappa di un lungo percorso che culminerà con lo spin-off finale delle strutture e delle maestranze dedicate al comparto andando a creare nei fatti le ennesime holding del mattone laddove le altre non marciano certo su floridi risultati.

(Ancora una volta vien fuori che troppo mattone fa male).

A parer mio il nuovo impegno delle banche difficilmente andrà ad intaccare significativamente l’attività delle agenzie immobiliari, principalmente perchè gli obiettivi, i target e la clientela sono diversi. Gli incarichi di vendita di cui si occuperanno i comparti immobiliari delle banche saranno tipicamente di clienti che non si sarebbero avvalsi dei0 servizi di intermediazione oppure lo hanno già fatto ma con scarsi risultati. Dall’altra parte chi si avvale dei servizi di vendita delle agenzie immobiliari (tipicamente il venditore privato) difficilmente si rivolgerà alle nuove strutture bancarie sapendo (e se non lo sa lo scoprirà) che la loro mission principale sarà quella di favorire le vendite dei grossi clienti indebitati.

In definitiva quello che conterà di più nel variegato mercato immobiliare italiano durante questa congiuntura infelice per il mattone sarà proprio la vecchia e preziosa capacità di fare mediazione e cioè di far convergere le volontà delle parti. Le strutture delle banche non saranno mai in grado di far confluire i prezzi gonfiati verso le tasche dei
nuovi aspiranti compratori mentre un buon agente immobiliare con tempo a disposizione
ed esperienza (= pazienza) può riuscirci.

 Ecco perchè ritengo che la donchisciottesca campagna contro le banche sia del tutto inutile e passerà come una veloce burrasca estiva rivelando appieno la situazione di chi non sa che pesci prendere e trovo fastidioso che nei frangenti difficili ci siano responsabili di categoria, sia nell’edilizia che nell’immobiliare, che invece di rimboccarsi le maniche preparando il futuro e anticipando i tempi con il rinnovamento di idee, strumenti, metodi e strutture si avvitino su stessi disperdendo le poche energie residue in sterili polemiche o pietendo interventi governativi.

Il tempo dirà quali manovre saranno state più profittevoli e chi e come ne sarà uscito vincente; personalmente auguro a tutti di godere di un ritrovato mercato immobiliare florido e interessante ma temo che ci vorranno anni prima che ciò avvenga.

Sylvestro.

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3 commenti Commenta
tanduri
Scritto il 23 agosto 2015 at 23:01

estremamente condivisibile! ;)
fiap dovrebbe temere se stesse più che le banche.
il loro futuro è nelle loro mani non in quelle degli altri.
coraggio.. ci vuole coraggio.. e una bella pulizia di primavera.

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Scritto il 24 agosto 2015 at 13:22

estremamente condivisibile!
fiap dovrebbe temere se stesse più che le banche.
il loro futuro è nelle loro mani non in quelle degli altri.
coraggio.. ci vuole coraggio.. e una bella pulizia di primavera.

Grazie Max :)

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ihavenodream
Scritto il 25 agosto 2015 at 20:47

“fiap dovrebbe temere se stesse più che le banche. il loro futuro è nelle loro mani non in quelle degli altri..”
veramente questo discorso vale un po’ per tutti noi e per le nostre vite. Solo che agli italioti questo ragionamento non entra in testa. Meglio pensare che il ducetto di turno risolverà tutti i problemi, toglierà imu, tasi e così spero di voi…e poi se le cose vanno a ramengo sempre meglio dare la colpa a 1000 nemici esterni, tutto è meglio che prendersi le proprie responsabilita’ e mettersi in discussione…

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