Mutui: La propaganda di fine anno

Scritto il alle 20:01 da [email protected]

df

Ne abbiamo viste di tutte. Non è la prima volta che la politica straparla. Non sarà l’ultima purtroppo.

matteo

Usare il dato dei mutui “cresciuti del 94%” come prova dell’Italia che riparte è la solita manfrina autoreferenziale con la quale si cerca di edulcorare e nascondere le forti difficoltà in cui tuttora si muove il mondo bancario del credito in una impasse che non permette ancora, a quanto sembra, soluzioni o vie di uscita.

La prova che il dato dell’aumento dei mutui alle famiglie del 2015 che tanto viene sbandierato da Abi e da Banca D’Italia e che viene utilizzato dal nostro Presidente del Consiglio per cercare di tenere alto il consenso politico sia una effimera alchimia statistica che ben poco riesce invece a risollevare le sorti di uno sblocco dei rubinetti del credito e della definitiva ripresa della fiducia bancaria è nel fatto che nonostante aumenti quasi raddoppiati di mutui (comprensivi però delle surroghe che ne rappresentano una enorme fetta), il montante o stock dei mutui in essere in Italia sia in continua diminuzione; prova del fatto che le banche “chiudono” o rientrano piú in possesso di credito rispetto a quanto invece ne concedano.

BAN

Dal grafico sovrastante è evidente il continuo calo subito dai prestiti per acquisto abitazioni (mutui) in questi ultimi anni da parte delle banche alle famiglie consumatrici.

In particolare, secondo l’ultimo Bollettino Statistico di Banda D’Italia, al 30-09-2015 risulta uno stock mutui attivi elargiti alle famiglie italiane pari a 321 miliardi e 924 milioni di euro contro i 332 miliardi e 7 milioni di euro del 30-09-2012; in 3 anni in Italia si sono persi più di 10 miliardi di credito “attivo”.

L’unica nota positiva è che nell’ultima rilevazione il tracollo dello stock dei mutui appare finalmente in rallentamento, addirittura caratterizzato da una timida ripresa visto che negli ultimi tre mesi risulta in aumento di circa 110 milioni di euro (al 30-06-2015 i mutui erano 321 miliardi e 814 milioni di euro) che rappresenta senz’altro un accenno allo stop del crollo ma che non è sufficientemente vigoroso per interpretarlo come una effettiva e duratura ripresa.

Tornando alla propaganda politica permettemi un aforismo:

rx

Massimo

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1 commento Commenta
Scritto il 9 gennaio 2016 at 20:31

Bravo Massimo, bell’articolo :)

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