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Mutui ed immobiliare tentano una ripresa ostacolata dalle sofferenze bancarie

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Tante piccole luci ma una grande ombra dall’ultimo report di Abi

Tassi sui mutui ancora giù – Ad aprile 2016, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,30% toccando il nuovo minimo storico (2,33% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso (vedi Tabella).

aUntitledAumento dei mutui erogati In Italia, dal mese di ottobre 2015 dopo oltre due anni di valori negativi è tornata positiva la dinamica del mercato dei mutui per l’acquisto di abitazioni: +1,1% la variazione annua dello stock dei mutui a marzo 2016, dopo aver toccato il valore minimo di -1,24 a giugno 2014.

Domanda di mutui ancora positiva consistente ripresa della domanda da parte delle famiglie registratasi negli ultimi mesi: secondo i dati elaborati da CRIF, il numero di richieste di mutui nel corso degli ultimi mesi è tornato in territorio fortemente positivo: +17,3% a marzo 2016 sullo stesso periodo del 2015, dopo aver raggiunto punte di oltre il +80% nel bimestre maggio-giugno 2015.

Lieve ripresa delle compravendite Conferme si ravvisano dagli ultimi dati disponibili dell’Agenzia del Territorio: il numero di compravendite di abitazioni negli ultimi mesi ha continuato ad aumentare, salendo ai livelli massimi dal 2012; la tendenza ha interessato tutte le principali città; si è interrotta, inoltre, la flessione dei prezzi delle case dopo aver cumulato una contrazione di quasi il 15 per cento dall’estate del 2011. Il rapporto tra prezzi e affitti si è stabilizzato su valori storicamente molto bassi. Anche l’indicatore della capacità delle famiglie di accedere al mercato immobiliare segnala condizioni particolarmente favorevoli, in ulteriore miglioramento grazie al recupero del reddito disponibile e al basso costo dei prestiti.

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Ripresa delle costruzioni Secondo quanto emerge dall’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia, diversi indicatori anticipano un rafforzamento della ripresa del settore delle costruzioni e del mercato immobiliare nei prossimi mesi. In dicembre la produzione nei settori industriali che forniscono i principali input al comparto edile è di nuovo aumentata. Anche i dati più recenti relativi ai permessi di costruire anticipano un incremento dell’attività di costruzione, dopo l’aumento segnato alla fine dello scorso anno. In marzo è proseguito il rialzo dell’indice del clima di fiducia delle imprese del comparto.

Il freno delle sofferenze in aumento Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a fine marzo 2016 sono pari a 83,6 miliardi di euro rispetto a 83,1 miliardi di febbraio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,60% a marzo 2016, lo stesso valore di febbraio 2015. Da notare che il rapporto impieghi su impieghi era pari a 0,86%, prima dell’inizio della crisi. Lo stesso ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato che i crediti in sofferenza possono rappresentare un freno alla crescita economica, confermando (indirettamente) quanto puntualizzato da alcuni studi pubblicati nei mesi scorsi. L’aumento delle sofferenze rischia di ripercuotersi negativamente sull’ammontare complessivo dei prestiti concessi dagli istituti di credito. Infatti le sofferenze impediscono alle banche di stimare le perdite effettive, che andranno iscritte nel bilancio, rendendole più caute nel concedere nuovi finanziamenti ad imprese e famiglie; soprattutto a quella clientela che non può dimostrare un trascorso di affidabilità.

MassimoD.

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