Mutui: la fine della concorrenza bancaria

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E’ ormai evidente come negli ultimi due anni si siano riscontrati segnali positivi sul mercato dei mutui rispetto al periodo buio 2011-2013: da allora, la domanda come anche l’erogazione alle famiglie ha ripreso a crescere. Il livello di riapertura dei rubinetti è ancora lontano da quello che si registrava nel periodo pre-crisi ma senza dubbio il processo di ridimensionamento dei costi dei prodotti mutuo è stato avviato da tempo ed ha raggiunto livelli inimmaginabili.

La situazione oggi è estremamente favorevole; basta fare un confronto con i livelli di 5 anni fa per rendersene conto: nel 2011 un mutuo a tasso fisso di lunga durata veniva venduto a tassi anche superiori al 5% rispetto al 2% di adesso.

La ripresa delle erogazioni che si sta avendo in questo ultimo periodo è stata frutto, oltre che degli apprezzati ribassi dei valori di acquisto delle case, anche di una ripresa della concorrenza bancaria che ha finora spinto gli istituti di credito ad una continua gara al ribasso degli spread sui prodotti mutuo in commercio.

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Il grafico sopra è l’elaborazione riguardo ai livelli del trend dei margini di guadagno applicati dalle banche dal 2011 ad oggi e ci da l’ordine di grandezza dell’intensità della concorrenza in atto. La barra verde, minore di zero, indica una diminuzione degli spread applicati ai mutui come conseguenza dell’ aumento della concorrenza in atto, come si vede, dal primo trimenstre del 2014. Nello specifico, nell’ultimo trimestre rappresentato (Q4 – 2016), poco meno del 50% della media netta delle banche dichiarano di aver rilevato, nel trimestre luglio-settembre, un aumento concorrenza e conseguente riduzione degli spread proposti.

Tutto questo è documentato nell’ultimo Sondaggio sul Credito Bancario – BLS di Bankitalia concluso il 4 ottobre a cui hanno partecipato otto tra i principali gruppi bancari italiani.

Ma le cose stanno cambiando. Oggi i tassi sono ai minimi e le politiche aggressive come quelle attuali hanno raggiunto il loro bottom. Come infatti dimostra il grafico sottostante che abbiamo elaborato, ad ottobre le banche intervistate dichiarano, per il trimestre appena concluso, di non aver rilevato particolari aumenti di pressione concorrenziale (0,0%); ci si attende pertanto che i criteri di offerta, in pratica gli spread sui mutui, rimangano sostanzialmente invariati nel trimestre in corso.

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