Mutui: dimmi di che regione sei e ti dirò che tasso avrai..

Scritto il alle 08:18 da [email protected]

E’ di ieri la pubblicazione del “Bollettino Statistico” di Bankitalia, uno studio che riassume i dati più salienti delle attività bancarie del credito, dell’intermediazione e del finanziamento alle famiglie per l’acquisto di abitazioni. Nei dati riassunti e relativi al secondo trimestre 2012 si evince che il tasso medio dei mutui erogati varia a seconda della regione di residenza della filiale competente per territorio che spesso coincide con quella di residenza del cliente mutuato.

Come “funziona” la rilevazione dei tassi praticati dalle banche? – Le rilevazioni sui tassi di interesse praticati ai mutui contenute nella pubblicazione vengono raccolte da bankitalia su informazioni fornite da 731 banche con 33.365 filali sparse in tutto il territorio nazionale. Secondo i dati comunicati e da quello che emerge ad ogni trimestrale di bankitalia sembrerebbe che chiedere un mutuo in Lombardia o chiederlo in Sardegna cambia “qualcosa”… il tasso proposto e stipulato!

La tabella dei tassi medi regionali – Di seguito riportiamo la tabella dei clienti mutuati “buoni” e dei “cattivi” che risiedono nelle regioni italiane dove si “paga di più” o “di meno” un mutuo in termini di tasso applicato.

Si noti come le regioni condizionate da tassi  meno favorevoli siano quelle insulari di Sicilia e Sardegna, come anche il Lazio e la Campania: Il record negativo per mutui di importo superiore a 125mila euro è della Sardegna con un tasso del 5,14% evidenziato in nero e come invece per importi inferiori a 125mila euro il record negativo spetta invece  alla Sicilia con un 5,35%.

Le regioni che appaiono invece privilegiate dalle banche sono il Trentino e la Basilicata per importi di mutuo inferiori a 125mila euro e la stessa Basilicata per importi di mutuo inferiori con il record positivo del 4,92% di tasso.

Da cosa dipende questa diversità di “qualità” di credito concesso dalle banche dipendentemente dalla “regionalità” della richiesta?.. perchè ad un Mario Rossi una filiale Intesa San Paolo di Cagliari gli rilascia un mutuo del 5,14%, mentre ad un “simile” Mario Rossi di Trento una filiale della stessa banca gli concede un tasso del 4,71%?.. è giusto che Mario paghi la propria residenza anagrafica in termini di tasso?

E’ evidente quindi che il tasso del mutuo concesso è influenzato dalla regionalità della richiesta; quindi lo è anche il rating?.. Dare un mutuo a Napoli è più rischioso che in Basilicata o a Firenze?

Il “rating” – Sappiamo che quando una banca rilascia un mutuo si assume consapevolmente un certo rischio di un eventuale mancato recupero del credito concesso ed è per questo motivo che dopo l’analisi accurata delle garanzie del richiedente, stabilisce un “rating” che non è altro che una specie di voto in pagella che determina un indice di affidabilità del cliente a poter ripagare il proprio debito.

Quando l’affidabilità risulta molto elevata, la banca, offrirà un tasso di rendimento del mutuo più contenuto (il cliente pagherà interessi più bassi); se, viceversa, esiste il rischio che il debito possa essere ripagato con difficoltà, allora il cliente si troverà costretto a rendimenti molto più elevati (pagherà interessi più elevati) dipendentemente appunto dall’entità del rating affidatogli dalla banca.

allora cosa c’è dietro questa palese differenza regionale di tasso applicato ai mutui e che si ripete per ogni regione con la stessa peculiarità ad ogni analisi trimestrale?

Un “rating regionale”? – Se volessimo quindi prescindere da “campanilismi regionali”, a un Mario Rossi che guadagna un “tot” al mese, con una situazione famigliare “tot”, che presta delle garanzie “tot”, per un valore di compravendita della casa “tot” e con un importo di mutuo richiesto “tot”, ecc… gli dovrebbe essere assegnato un rating “tot” ed un mutuo con un tasso “tot”, sia che si stipuli a Roma come a Milano, giusto?.. la stessa qualità di credito, giusto?.. invece no, non sembra così. Il dato di fatto è che supponendo pursempre stesse identiche garanzie, al cliente potenziale mutuato non verrà assegnato lo stesso rating se acquista a Milano o se acquista invece a Cagliari.

Senza voler pretendere di svelare chissà quale segreto ne tantomeno nessun arcano dobbiamo quindi ammettere che esiste una “affidabilità regionale” che eleva o deprime il rating della clientela e la qualità del credito a livello appunto.. regionale.

Dovremmo inoltre probabilmente considerare anche le varie convenzioni che alcune Regioni più di altre stipulano con i vari istituti di credito; intese e collaborazioni portate avanti essenzialmente a livello di competenza territoriale che diminuiscono il tasso medio regionale migliorando la qualità del credito ma che è un dato purtroppo irreperibile nel documento di Bankitalia.

Un giorno, con un prossimo articolo, proveremo ad analizzare insieme anche i dati: “Segnalazioni di Vigilanza” e “Centrale dei rischi” della pubblicazione di Bankitalia, li probabilmente troviamo qualche utile risposta. Intanto possiamo memorizzare questa peculiarità di differenziazione geografica della qualità del credito che “curiosamente” si ripete più o meno inalterata (stessi analogismi, stesse regioni penalizzate e privilegiate) ad ogni analisi trimestrale di Bankitalia; intanto, i mutuai di Sicilia, Sardegna, Lazio e Campania si rassegnino a mutui mediamente meno convenienti di altri connazionali.

La tabella completa suddivisa per macroaree:

Massimo.

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