bankitalia: famiglie meridionali penalizzate da un tasso mutui più alto

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Secondo le risposte delle quasi 400 banche partecipanti all’indagine condotta dalla Banca d’Italia a livello regionale pubblicata venerdì 9 Novembre, l’andamento dei prestiti alle famiglie, anche nel secondo trimestre di quest’anno è stato come al solito condizionato dalla contrazione della domanda di mutui.

In particolare, il picco di irrigidimento delle condizioni di domanda/offerta è stato toccato alla fine del 2011, un trend in leggera attenuazione nel corso del 2012.

A livello territoriale, a fine 2011, le condizioni di offerta sono risultate improntate a maggiore cautela nel Centro Italia e nel Mezzogiorno, mentre nel Nord Est l’irrigidimento era risultato meno pronunciato. Nelle previsioni delle banche le condizioni di offerta rimarrebbero stabili in tutte le aree territoriali nella seconda parte dell’anno in corso.

Nel secondo trimestre del 2012 in tutte le aree del Paese sono tornati a ridursi i tassi di interesse sui prestiti per l’acquisto di abitazioni, ancora in rialzo nel primo trimestre. La dinamica ha riguardato tutte le tipologie di tasso. A giugno, il costo dei mutui a tasso fisso si era riportato al Centro e nel Mezzogiorno sui livelli di dicembre (4,7 e 5,0%, rispettivamente); nel Nord Ovest e nel Nord Est il tasso si è attestato al 4,5%, risultando di circa due decimi di punto inferiore a quello di fine 2011.

Come al solito le famiglie del Mezzogiorno “soffrono” mutui e prestiti ad un tasso di interesse maggiore del 0,5% rispetto al Nord, per effetto di un “rischio” generalmente e storicamente più alto.

Il dato di fatto è che in sostanza, quando le banche concedono prestiti a famiglie meridionali, corrono rischi maggiori di mancata restituzione rispetto a quando concedono finanziamenti a famiglie del Centro-Nord. La maggiore rischiosità del credito nel Mezzogiorno si riflette sui livelli dei tassi d’interesse praticati: una famiglia meridionale che faccia ricorso ad un prestito bancario deve sostenere mediamente un tasso di interesse più elevato rispetto a una famiglia del Centro-Nord.

Secondo bankitalia, il “tasso di decadimento” che esprime l’entità del rischio bancario si è attestato a giugno all’1,3 per cento nel Nord Ovest e nel Nord Est; all’1,1 al Centro e all’1,5 nelle regioni meridionali. L’indicatore mostra una marcata eterogeneità regionale, soprattutto nel Mezzogiorno: ad esempio in Calabria, il tasso di decadimento delle famiglie consumatrici risulta pari a circa il doppio di quello della Liguria.

Il 2012 si conferma l’anno nero del credito alle famiglie. Dopo i primi tre trimestri 2012 praticamente stabili, la dinamica dei flussi dei finanziamenti bancari alle famiglie consumatrici torna a flettere nell’ultimo trimestre del 2011 e si indebolisce ulteriormente nella prima parte del 2012.

A giugno 2012 il tasso di crescita dei prestiti, misurato sui dodici mesi, risultava negativo in tutte le aree del Paese; una performance mai riscontrata negli anni precedenti analizzati dal documento bankitalia. In particolare a giugno 2012 il tasso di crescita dei prestiti sui dodici mesi risultava pressoché stazionario in tutte le aree territoriali; successivamente nel bimestre estivo, il ritmo di crescita del credito registrato è divenuto negativo (-0,1% nel Nord Ovest; -0,5 nel Nord Est; -0,1 al Centro e -0,6 nel Mezzogiorno).

Massimo

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