Il fondo mutui per la casa? Un fallimento!! Per il rilancio sono previste modifiche al regolamento.

Scritto il alle 09:03 da [email protected]

Del “Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie coniugate o dei nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori” ne avevamo già parlato qui e qui, e dal 18 maggio 2011 giorno della firma del protocollo d’intesa tra l’allora ministro della gioventù Giorgia Meloni ed il presidente dell’abi Giuseppe Mussari, sono passati ormai 17 mesi, nel protocollo d’intesa si impegnavano tra le altre cose, cito testualmente:

” • a promuovere procedure snelle e semplificate per favorire l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa di giovani coppie

“• a promuovere procedure snelle e semplificate per favorire l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa di giovani coppie coniugate o nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori (di seguito “Mutuatari”);

Limitatamente all’ABI:

a promuovere l’informazione sui contenuti del presente Protocollo presso gli Associati;

a promuovere la sottoscrizione, tra il Dipartimento e i singoli Associati, della convenzione tipo allegata al presente Protocollo.

Limitatamente al Dipartimento:

• a realizzare iniziative di informazione sui contenuti del presente Protocollo rivolte ai giovani destinatari delle iniziative;

a promuovere una campagna di educazione finanziaria, anche attraverso il sito Internet precedentemente indicato;

Tutto questo doveva servire ad incentivare l’utilizzo del fondo di garanzia messo a disposizione dal governo con una legge che risale al 2008, quali sono i risultati ad oggi?

Al riguardo la deputata del PD Marianna Madia ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Andrea Riccardi il cui ministero ha assorbito le competenze che erano della Meloni, che ha risposto che:

“A seguito della rilevazione periodica eseguita dal Gestore pubblico (previsto dal regolamento attuativo), nonchè dalle copiose interlocuzioni con i cittadini, purtroppo è emersa una manifesta sottoutilizzazione, rispetto alle risorse disponibili, del Fondo in questione”.

Dai dati comunicati dagli uffici preposti alle rilevazioni emerge questa situazione:

– richieste pervenute: 213

– richieste ammesse alla garanzia del Fondo: 111

– ammontare finanziamenti garantiti erogati dalle banche: 45 per complessivi euro 5.237.536 per un’ impegno del fondo di euro 523.753.

In pratica parecchi mutui sono stati rifiutati dalle banche dopo che i clienti avevano già ottenuto la concessione della garanzia da parte dello Stato, abbiamo infatti solo 45 contratti portati a conclusione a fronte delle 111 richieste ammesse alla garanzia del Fondo, con un’utilizzo di soli 523.753 euro dei 50.000.000. messi a disposizione.

Secondo voi il numero esiguo di richieste di accesso al fondo è da imputare ai giovani che non hanno fatto domanda o alla politica di disinformazione messa in atto dalle banche con la copertura dell’attuale governo?

Il problema principale, come evidenziato anche dal Ministro Riccardi è che le banche non hanno nessun interesse a promuovere mutui garantiti da questo fondo, dovete sapere infatti che attualmente per accedere alle garanzie del Fondo lo spread applicato a questi mutui non deve superare l’ 1,5% per mutui di durata superiore a venti anni ed 1,2% per mutui di durata inferiore e questo vale sia per i mutui a tasso variabile che per quelli a tasso fisso. Qui non si tratta di scarsa fiducia delle banche nei confronti dello stato come ha detto qualcuno, ma di dover applicare condizioni particolarmente sfavorevoli per le banche, che come sappiamo bene, non sono enti di beneficenza.

La soluzione al problema proposta dal ministro Riccardi, che ha comunicato anche di aver già dato precise direttive per avviare l’iter necessario per la modifica del regolamento che disciplina il “Fondo per la casa”, è di ampliare il target di riferimento anche ai giovani in condizioni meno svantaggiate di quelle previste dall’attuale regolamento e sopratutto di adeguare gli spread massimi previsti che attualmente sono decisamente fuori mercato e che come ho già detto, dal mio punto di vista sono il principale motivo del fallimento dell’iniziativa.

Probabilmente fissare uno spread massimo applicabile a questi mutui non è la strada migliore da seguire, forse sarebbe meglio proporre uno sconto sugli spread applicati dalle banche così non potrebbero mai andare fuori mercato rimanendo sempre legati alle variazioni del mercato stesso ed allo stesso tempo rimarrebbero vantaggiosi per chi decidesse di usufruirne, ma questa è una mia personale opinione e non voglio certo sostituirmi ai tecnici preposti che sicuramente hanno una visione più ampia del problema.

Nei prossimi giorni pubblicheremo una nostra intervista esclusiva alla deputata del PD Onorevole Maria Anna Madia autrice dell’interrogazione parlamentare.

Roberto

[email protected]

 

 

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